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Ceci n'est pas un blog

Cittadini senza fratini

La settimana scorsa a Roma ha aperto a ridosso di Via dell’Acqua Bullicante l’ipermercato Lidl, contestatissimo da una parte numerosa degli abitanti del quartiere. La loro lotta, durata mesi, non ha prodotto gli effetti sperati, ossia bloccare definitivamente la costruzione, nonostante l’attivismo del comitato “No Cemento a Roma Est”.

Questa estate i cittadini di zona erano riusciti a costringere il presidente del Municipio V Palmieri a firmare la sospensione dei lavori perché si era di fronte a una palese violazione dei vincoli archeologici. La LIDL però vince il ricorso al TAR perché la sovrintendente del comune di Roma Buccellato contrariamente a tutti affermava che su quell’area non c’era nessun vincolo. Come ricorda uno degli attivisti del Comitato “Nel frattempo però erano saltate fuori tutte le altre questioni sulle normative del piano casa non rispettate e non controllate dalla conferenza dei servizi iniziale che aveva approvato il progetto (fatta tra natale e l’epifania). Su queste e sul fatto che la Buccellato non potesse deidere dell’esistenza o meno di un vincolo stabilito dalla normativa c’è in ballo un ricorso al TAR e una denuncia alla procura. L’indagine a quanto pare non è più contro ignoti ma qualcuno è stato iscritto nel registro indagati. Il Tar deciderà nel merito a maggio ma nel frattempo ha intimato la sovrintendenza a fornire la documentazione sull’istituzione del vincolo.”

Quel che è accaduto ad Acqua Bullicante oltretutto si contestualizza con “l’espansione” della città nel quadrante Roma Est dove sta avvenendo una lenta ma inesorabile cementificazione ovunque sia possibile (Metro C dixit). Per realizzare questo cubo di cemento di 10.000 metri quadri, LIDL ha usurpato un’area destinata a verde, abbattuto centinaia di alberi, impermeabilizzato il terreno. Ma quel che più interessa, soprattutto in una città entrata in campagna elettorale, è il ruolo che hanno i cittadini e la visibilità.

Diciamolo chiaramente a chi magari ancora si illude: i cittadini per media e politica esistono soltanto quando indossano un fratino, magari quello fucsia dei Retake Roma, organizzazione “di volontariato civico”, che piace tante ai privati e alle associazioni di categoria ma che indubbiamente muovono alcune decine di persone in diversi quartieri di Roma. Degli “eroi civici” i media cittadini ci raccontano le gesta spugnette alla mano oppure quando firmano un contratto di collaborazione piuttosto singolare con AMA, l’azienda cittadina, che si ritrova tra le mani della manodopera gratuita pronta a mettere una pezza sui mille buchi che AMA stessa crea. Chi invece sui territori lotta, magari autorganizzandosi, mettendo in discussione quella idea di città che tanto piace a costruttori e politica, fatta di cemento, grandi marchi e grande distribuzione, centri commerciali, servizi a pagamento, non suscita interesse dei media stessi. Quest’ultimi al massimo ogni tot fanno uso della retorica dei piccoli commercianti che spariscono, dei centri storici che si svuotano, dei mini-market asiatici diventati “un problema” di decoro mentre avallano i progetti che spingono la città verso quella trasformazione.
Una situazione simile sta avvenendo anche nel quadrante Marconi dopo la chiusura della Città del Gusto e con la proprietà che vorrebbe cambiare la destinazione d’uso dell’area, nonostante (apparentemente) una contrarietà del municipio stesso, da area dedicata al sociale per costruire delle abitazioni residenziali. E quel che i costruttori tanto i privati sanno è che grazie al Piano Casa della premiata ditta Lupi & Renzi, possono tranquillamente farlo. Mentre gli abitanti del quartiere rumoreggiano inascoltati. E’ il mercato e la città fatta su misura per il mercato stesso. Per non parlare dello scandalo dei Piani di Zona, che non scandalizza nessuno anzi se ne parla meno di un qualsiasi campo rom, dove scopriamo che l’80% degli oneri di urbanizzazione degli ultimi 20 anni (scuole, chiese, aree verdi, centri sportivi) a carico dei costruttori non sono mai stati realizzati. E che sarà mai?

Ma si sa il privato ha sempre ragione anche quando non ce l’ha. Mentre nel frattempo la LIDL viene sanzionata dal Comune di Marino per aver costruito in una zona sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico. Per ribadire che non esistono coincidenze ma prepotenze.

NB: da vedere il video realizzato dal Comitato No Cemento Roma Est sulla speculazione edilizia che si sta realizzando in quel quadrante di città

  • Mario Neri

    continuo a leggere bugie, falsità, ed è per questo la vostra battaglia non è stata seguita dal quartiere, siete al massimo una trentina di persone, vi fate affiancare dai centri sociali, abbiamo visto ragazzetti ubriachi manifestare con bottiglie in mano, provenienti da altre zone di Roma, la parte numerosa del quartiere vuole il lidl, quell’area era già asfaltata, edificata da decenni, parliamo degli anni 60, insistevano sull’area una quindicina di alberi, non centinaia, non avevamo la pineta di castel fusano sotto casa, siete offuscati dalla politica, sinistroide, propagandistica, terroristica, siete la rovina del popolo Italiano, non vedete un dito dal vostro naso, occupazioni di stabili, droghe, birra, evasione fiscale nei ghetti sociali, con voi una sola soluzione ……………..

  • Mario Neri

    a dimenticavo il comitato no cemento è illegale non ha statuto non è riconosciuto da nessuno, sabato mentre ostacolava la normale funzione del supermercato lidl è stato contestato da molti fruitori favorevolissimi al nuovo e comodo lidl

  • Galeazzo Musolesi

    Infatti stamattina 9 marzo la procura della Repubblica ha proceduto ad apporre i
    sigilli al LIDL di Via Acqua Bullicante per il illegittimità del
    permesso di costruire nel reato ex art. 44, lett. b), d.p.r. 380/01. Ciao Mario occhio al travaso di bile.