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Anziparla

Cimitero dei feti: si possono far domande?

Vi invito a seguire questo dibattito, a tratti volgare e offensivo, che si è scatenato dopo l’approvazione della delibera sulla sepoltura dei feti a Firenze. La giornalista Marina Terragni ha riportato la notizia sul suo blog Maschile/Femminile dando voce a Tommaso Grassi di Sel che ha votato contro la decisione. E che solleva una questione molto importante, che ripropongo anche qui. Schematicamente, per dar modo di ripulire la discussione da eventuali attacchi e offese:

– La delibera sullo spazio al cimitero di Trespiano per la sepoltura dei feti, cioè dei bambini mai nati, porta la firma dell’assessore alle Politiche sociosanitarie di Firenze Stefania Saccardi. Era stata approvata in giunta ma era stata bloccata per mesi prima della discussione in Consiglio.

– La delibera fiorentina, modificata in alcuni punti, è infine passata martedì 29 ottobre con 30 voti a favore, 4 contrari e 7 non voti. A favore il Pd (tranne Francesco Ricci e Claudia Livi, non votanti), Idv e gruppo Noi per Matteo Renzi, contrari Ornella De Zordo (perUnaltracitta’), Tommaso Grassi (Sel) Marco Semplici e Massimo Sabatini (lista Galli).

– La questione della sepoltura dei feti è già normata da un decreto presidenziale del 1990 (art. 7 del DPR 285/1990): è insomma già permesso seppellire il feto se lo si considera una persona. Lo si può fare.

Ed ecco la domanda, LEGITTIMA: essendoci già una legge che regola chiaramente la materia, perché la necessità di un richiamo dettagliato in una delibera comunale? E’ un atto amministrativo, o un gesto politico-ideologico? 

P.S. Chi cerca di difendere la delibera fiorentina spiega che non si tratta di un caso isolato e che anche a Torino è stata fatta la stessa cosa. Non è vero. La delibera torinese affronta problemi pratici sulla questione della sepoltura in relazione alla normativa vigente di cui abbiamo già parlato. Insomma, è molto pratica e molto poco politica.