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Islamismo

«Cibo in cambio di sesso» per le sciite afgane

Il presidente afghano uscente, e forse rieletto il 20 agosto, Hamid Karzai ha appena varato la legge sullo status di famiglia sciita. La legge, già firmata da Karzai in una prima versione, era stata rivista di fronte alle proteste, interne e internazionali, perché legittimava lo stupro in famiglia. La nuova legge prevede che le donne che non vogliano soddisfare le richieste sessuali del marito possano essere private di cibo e del mantenimento! Inoltre le donne non potranno più uscire di casa senza un motivo grave e per lavorare dovranno avere il permesso del marito. Mentre la tutela dei figli è affidata esclusivamente al padre o al nonno. Invece di un miglioramento si può considerare un peggioramento della legge, una concessione all’ayatollah azara Mohseni che l’ha sponsorizzata. Evidentemente si tratta del tentativo di Karzai di ingraziarsi (per ottenerne l’appoggio elettorale) i fondamentalisti sciiti dell’etnia azara (20 per cento della popolazione).  Dopo aver rincorso i taleban per coinvolgerli nelle elezioni ora Karzai fa loro concorrenza sul terreno della repressione delle donne.

In questo caso a pagare saranno soprattutto le donne azara, molte delle quali si sono battute in questi anni, e anche durante il regime dei taleban, per ottenere i loro diritti. Ma, visto che la costituzione prevede una regolazione del diritto di famiglia in base all’appartenenza religiosa, anche le donne sunnite potrebbero essere presto condannate a subire un codice in stile taleban.

Qualcuno che legge questo blog probabilmente continuerà a sostenere che non ci dobbiamo occupare di altre religioni, di altri popoli, e perché non lottiamo per la laicità del nostro paese e per i nostri diritti invece che per quelli altrui. Una cosa non esclude l’altra. In un mondo globalizzato non si può chiudere gli occhi rispetto alla violazione dei diritti umani oltre le nostre frontiere. Io ho conosciuto molte di queste donne, non sono diverse da me, voglio dare loro voce.

Non solo. Noi difendiamo l’Afghanistan di Karzai con il nostro esercito, con le nostre armi. Anzi pensiamo di arrivare ad applicare esplicitamente il codice di guerra, vietato dalla nostra costituzione. Fino a quando? Potremmo cominciare proprio da noi, da subito, chiedendo il ritiro delle truppe dall’Afghanistan.

giuliana

  • Nicolò Gueci

    Siamo sulla buona strada per il ritiro dall’Afghanistan: prumulgare la sharia punto e basta, riservare i diritti ai soli maschi e la partecipazione politica ai soli fondamentalisti. Le donne, un pretesto per la belligeranza pacifica, rimangano sepolte nei burka e nei ginecei.
    Ma forse non basterebbe: che ci siano interessi prioritari rispetto a quelli umanitari conclamati?

  • Nicolò Gueci

    Vorrei integrare il mio precedente commento. Pretendiamo esportare democrazia; ma di quale democrazia godiamo? Uguaglianza e libertà per la donna; ma c’è nel nostro mondo?
    Per chi volesse, un canovaccio, “LA RICREAZIONE DELLA DONNA”, da leggere su http://blog.libero.it/graphitis

  • amedeo

    cara Giuliana..mi pare che le cose che scrivi sinao attuali in italia dove si sta tentando l’oscurntismo piu’ becero su tutti fronti.
    Politica,sicurezza,economia,diritti civili ecc.
    Pur nel rispetto degli altri esseri umani,vorrei dire che ne avremmo abbastanza in casa nostra di problemi….e purtroppo gli italiani lasciano correre.

  • pamela bra

    Carissima Giuliana,puoi spiegarmi perchè appena si parla di donne interviene qualcuno a ricordarci che i veri problemi sono altri??? A me pare che il rispetto dei diritti umani sia alla base della democrazia e che chi si rende braccio armato di questa idea di democrazia debba essere perlomeno onesto e chiamare le cose con il loro nome. Ora, un ordinamento giuridico che riconosce il predominio di un sesso (ovviamente quello maschile, che strano???) sull’altro (ovviamente quello femminile) non può certo definirsi democrazia, in base alla definizione scolastica che ne potrebbe dare un qualunque studente di scienze politiche del primo anno. Signori miei, vi piaccia o meno, in democrazia tutti e sottolineo TUTTI hanno gli stessi diritti; uomini e donne, bianchi e neri, credenti e non credenti….Ora poichè le donne rappresentano più della metà della popolazione mondiale e poichè risultano in cima alla lista delle morti per fame perchè sono le ultime a mangiare, non possono istruirsi, non possono ereditare, non possono lavorare ecc io dico che 1) questi signori quando parlano di democrazia non sanno nemmeno di cosa stanno parlando, 2)i nostri politici sono lo specchio esatto di una società arrogante, ottusa e maschilista pronta a sacrificare le donne (in questo caso afgane) agli interessi economici del momento (qualche commessa per la ricostruzione, lustro internazionale per la partecipazione all’intervento ecc). Peccato non siano le loro figlie, le loro moglie, le loro sorelle. Io che sono una stupida donna invece mi rendo conto che aver cacciato i talebani per consentire a quelli dopo di loro di condurre una politica altrettanto cieca e oscurantista è semplicemente vergognoso e meriterebbe la reazione indignata di ogni persona di buonsenso. Invece siamo un popolo bue, disinformato e incapace di spirito critico, che si beve la fuffa dell’intervento internazionale volto a garantire i diritti umani del popolo afgano (nel caso di specie), salvo poi venirci a dire nei fatti che i diritti umani da difendere erano solo quelli degli uomini. Che dire? Grazie. Proprio una bella lezione sulla democrazia! Complimenti!