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Islamismo

Chi paga le distruzioni di Israele

4,48 miliardi di dollari sono stati promessi dai paesi donatori ai palestinesi (esclusa Hamas) per la ricostruzione di Gaza e per il rilancio dell’economia palestinese. Benissimo, il denaro che l’occidente dona ai palestinesi non sarà mai sufficiente a risarcirli dei danni che abbiamo fatto loro, innanzitutto non aiutandoli a risolvere il conflitto israelo-palestinese. Una parte dei soldi serviranno alla ricostruzione di Gaza, ma perché noi dobbiamo pagare le distruzioni di Israele? Giusto anticipare i soldi ai palestinesi ma poi bisognerebbe addebitarli a Israele, forse la prossima volta ci penserebbe prima di bombardare i territori palestinesi distruggendo case e infrastrutture. Ai costi delle armi il governo israeliano dovrebbe aggiungere il risarcimento per i beni materiali distrutti e, perché no, delle vittime? Quanto valgono 1.400 palestinesi uccisi nell’attacco a Gaza e tutti gli altri? Forse se i governi guerrafondai, tutti, rispondessero delle loro azioni, anche con il risarcimento delle vittime, sarebbero costretti a ridurre le spese per le armi e forse a riflettere sulle conseguenze prima di lanciare un attacco.

giuliana

  • Francesca

    Giusta osservazione! Francesca Blache

  • Andrea Faso

    Eh…si sarebbe giusto…
    Ma non si riesce neanche a far rispettare le risoluzioni Onu…
    Purtroppo Israele non paga…a pagare son sempre gli stessi.
    Io credo che bisognerebbe almeno a livello europeo riuscire a trovare una piattaforma comune di “diritto internazionale” e imporsi tale regole in maniera ferma.
    Il problema è che non vedo neanche l’ombra dell’intenzione in tal senso.
    Troppi interessi di chi governa e troppo menefreghismo di chi si lascia governare da queste persone.
    Non esiste il concetto di giusto…esiste solo ciò che conviene…

    Sono realista o troppo pessimista?

  • fiore

    ….e chi paga i danni provocati quotidianamente causati dai razzi kassam che vengono tutt’ora lanciati sulle città del sud d’israele da hamas? chi risarcisce i bambini ebrei che non possono andare a scuola e vivono sotto schock e paura?
    voglio proprio vedere come verranno usati tutti questi soldi….

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    benissimo, si possono sottrarre le spese per il risarcimento dei danni causati dal kassam e per le vittime israeliane. Ma penso che i danni causati da Israele siano di una tale sproporzione che nemmeno si potranno mai calcolare, purtroppo avranno effetti anche sulle generazioni future
    giuliana

  • andrea

    @fiore
    considerando i 3 miliardi di dollari annuali che il governo Usa versa nelle casse israeliane a scopi militari……qualche cent potrebbe essere risparmiato (solo con qualche cluster bomb in meno si raggiungono cifre di tutto rispetto).
    oppure si potrebbero spostare i coloni che vivono “troppo vicino” a Gaza nei nuovi insediamenti nascenti DENTRO la Cisgiordania in barba e capelli a tutte le risoluzioni ONU dalla preistoria ai giorni nostri.
    così sarebbero fuori portata.
    e magari ne sarebbe giustificata la costruzione.
    lo slogan sarebbe “si edifica per ragioni umanitarie “.

    saluti Andrea

  • andrea

    @Andrea Faso
    purtroppo il diritto internazionale esiste già ed ha regole ben precise.
    ma come tutte le regole fatta la legge trovato l’inganno.
    solitamente è sempre il più forte a non rispettare le regole.
    e se mi è consentito un aforisma (non so di chi):

    “Se i tribunali internazionali insegnano qualcosa non è certo che i crimini vanno puniti, ma solo che le guerre bisogna vincerle.”

    saluti
    Andrea

  • alvise

    Suggerirei a G. Sgrena di valutare anche un altro punto di vista.
    Israele, tra l altre cose, ha fatto il lavoro sporco che i governi arabi di fede sunnita non potevano fare, ovvero ridurre l’influenza iraniana in Palestina.
    I “benefattori” sono arrivati subito dopo con i soldi per far capire ai Palestinesi da che parte gli conviene stare.
    Non a caso l’Arabia ci mette 1 miliardo.

    E l’Italia ?
    L’Italia incassa il suo piccolo dividendo, associandosi ai veri vincitori del conflitto : i sauditi e Mubarak. Se poi la faranno partecipare alla ricostruzione è da vedersi.

    Con la crisi del petrolio Teheran non può competere con i fondi di cui dispone Ryahd. Non a caso sono rimasti silenti gli Hetzbollah e Damasco.

    E i Palestinesi di Gaza ?
    Ancora una volta sono stati illusi da qualcuno che aveva altri fini. E ne hanno pagato un prezzo altissimo.
    Non è la prima volta.
    AB

  • fabio

    non sono convinto che se si sommano i danni subiti dagli ebrei a partire dagli anni ’20 in poi (e parlo di tutti gli ebrei colpiti direttamente o indirettamente da governi islamici di ogni dove) il computo sarebbe così clamorosamente a loro sfavore come dite. centinaia di migliaia di vittime che si sarebbero potute salvare dalle camere a gas se non fosse stato per il Gran Muftì di Gerusalemme (qualcuno se ne ricorda ?) e la rivolta araba del ’36-39, 1 milione di profughi dai paesi arabi dopo la proclamazione dell’indipendenza, altre tre guerre dopo, etc. etc. etc.
    io i danni li chiederei alle élite arabe e iraniane e alla loro politica omicida e suicida.

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ Jack Mari

    mi stupisce che non parliate pero degli ottomila missili lanciati da hamas, che hanno ucciso una ventina di israeliani e causato molti danni, piu psicologici che materiali sembra.
    A causa dei lanci la popolazione vive spesso sotto terra e i bambini sono traumatizzati.
    Dei 1400 palestinesi MORTI, un migliaio risultanno essere guerriglieri, quindi Vi prego di relativizzare e di non disinformare piu di tanto.
    Cordiali saluti e grazie per il vs.parere
    Jack

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ Jack Mari

    In relazione al commento di ALVISE,
    confermo che il lavoro di autodifesa effettuato da Israele e’ servito anche ad AbuMazen, che ha anche ammesso che la colpa e di Hamas.
    Purtroppo le anime morte sono un dolore straziante, anche se molti di questi giovani morti sono secondo le statistiche dei futuri terroristi.
    Bisogna anche ricordarsi che Israele si e ritirato unilateralmente, ma i palestinesi continuano a sparare razzi sui civili.
    Coi soldi spesi dagli arabi in tante guerre PERSE, i palestinesi oggi starebbero BENONE, e con un loro stato sulla meta’ della Palestina odierna !La palestina del mandato britannico comprendeva anche la attuale Giordania, quindi analizzate la differenza di km quadrati suddivisi tra tre popolazioni……………..
    Biosgna investire in CULTURA, e portare i palestinesi ad un livello di autosufficenza economica e di cambiamento della cultura dell’odio e del suicidio. Devono imparare ad amare la vita, finire di piagnucolare e di chiedere sempre la elemosina, come fanno i cosiddetti profughi a carico della UNRWA e dei contribuenti europei per lo piu, ma dove e finita la crisi ?
    saluti
    Jack

  • vito terranova

    Italia e altri paesi europei con EEUU,disertano la conferenza ONU sul razzismo.SEMPLICEMENTE PERCHE SI DICE LA VERITÀ SU ISRAELE.La solita doppia morale internazionale.

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    a jack, come chiami coloro che hanno mandato i soldati israeliani a uccidere 1.400 palestinesi? e secondo te sono gli israeliani sono psicologicamente fragili? Pensa a chi ha passato 60 anni sotto occupazione, chi vi è nato, chi ha perso i propri familiari… io considero qualsiasi vita da difendere di chiunque sia, tanto che sono contro la pensa di morte anche per i criminali. Ma non banalizziamo
    g.

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    a jack, non so fino a che punto le tue affermazioni sono dettate dall’ignoranza e quanto dalla malafede, propondo per la seconda.
    g.

  • horst

    inmerito al commento di
    Jack Mari del
    6 marzo 2009 alle 00:25

    nel tuo commento dici che i palestinesi chiedono l’elemosina…
    e gli ebrei con quali stratagemmi “ancora oggi” battono cassa nonostante i vari indennizzi ricevuti sia dagli stati perdenti la seconda guerra mondiale, come dalle varie societá e imprese coinvolte nell’espropriazione dei beni di proprietá ebraica.
    Ti consiglio la lettura di “l’industria dell’olocausto” di Normann Finkelstein

  • Oreste

    6 marzo 2009 alle 18:59

    a jack,

    consiglio di leggere “l’industria dell’olocausto” di Normann Finkelstein e poi di guardare il suo sito http://www.normanfinkelstein.com

    certe esternazioni sono dettate non dalla tua malafede ma da chi ti ci ha portato: famiglia, scuola, ambiente.

    Anni fa ho avuto ospite(x scambio culturale)e per diversi giorni un ragazzo (Juval) di ca.13 anni da Tel Aviv. Era stato ben istruito sul tema Palestina-Israele tanto che ai miei tentativi di smontare le sue ideologie con argomenti per me obiettivi, ci ha lasciati ed evidentemente dietro raccomandazione della sua “guida o agente”. È andato ad abitare poi da ns. amici vicini di casa forse piú raccomandabili della ns. famiglia: mi é dispiaciuto e non ho sentito piú nulla di lui nonostante la ns. simpatia.

    Ho fatto altri tentativi di dialogo (epistolare) con altri cittadini di religione mosaica fra cui un rabbino capo di .. ma non ho avuto fin’ora successo e questo mi convince ancora di piú sulla loro arroganza.
    Peccato!

  • alvise

    C’è qualcuno che dubita del fatto che Hamas non lotta per Gaza, ma per distruggere lo Stato di Israele ? Non è scritto così nel loro Statuto ?

    C’è qualcuno che dubita del fatto che Hamas non vuole uno Stato laico, ma una teocrazia all’iraniana ?

    C’è qualcuno che dubita del fatto che il confine tra Gaza e Israele è quello del 1967 ?

    C’è qualcuno che dubita del fatto che al ritiro di Israele da Gaza la risposta di Hamas è stata il lancio di nuovi razzi ?

    C’è qualcuno che dubita del fatto che la stessa linea politica la sta seguendo Hetzbollah in Libano, dal quale Israele si è ritirata da anni ?

    C’è qualcuno che dubita del fatto che i Palestinesi, controllati da Hamas sono solo uno strumento nelle mani di Teheran, per allentare la pressione sunnita ai suoi confini ?

    C’è qualcuno che dubita del fatto che il quadro che ho delineato riporta fatti e non visioni ideologiche ?
    AB

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    a alvise, me sembra che ignori che non tutti i palestinesi sono di Hamas, fortunatamente e sfortunatamente anche Israele non riconosce i confini del 1967 altrimenti lo stato palestinese forse si sarebbe già costruito. Io non ho nessun problema a condannare Hamas, il suo fondamentalismo, gli appoggi, etc, ma sei tu che ignori e non vuoi ammettere le responsabilità di Israele. Perché Israele non ha rispettato gli accordi di Oslo favorendo un voto di protesta a favore di Hamas? Perché non ha trattato, seriamente, con chi riconosce Israele? E poi tutti sanno che all’inizio, quando è nato, Israele ha favorito Hamas per indebolire l’Olp.
    g.

  • alvise

    quello che dici è tutto vero : non tutti i palestinesi sono Hamas.
    Ma vorrei ricordare che nel momento in cui, alla fine della presidenza Clinton, Arafat e Barak cercarono a Washington un accordo per la divisione della Palestina, qualcuno pretese il diritto al ritorno di qualche milione di arabi, la cui presenza avrebbe capovolto gli equilibri dello stato di Israele.
    Barak rifiutò (poteva fae diversamente ?) e Arafat fu visto dai suoi come il vincitore dell’incontro, perchè non aveva ceduto su quel punto.
    Il tema del diritto al ritorno mi pare che sia comune e condiviso da tutte le fazioni palestinesi.
    Forse nessuno dei due vuole davvero la pace, ma la vittoria sull’altro e il suo sterminio.
    E se le cose stanno così, noi abbiamo ben poco da dire o su cui ragionare.
    AB

  • fabio

    Giuliana parli dei confini del 1967 ? quelli prima o dopo la guerra dei sei giorni ? ma ricordi chi fu a scatenare quella guerra da cui l’occupazione ha avuto inizio ? e ricordi per caso che alla proposta israeliana “territori in cambio della pace” fu risposto picche ? E ricordi chi governava la Cisgiordania e Gaza nei vent’anni tra il ’48 e il ’67 ? in venti anni si può fondare uno stato se si vuole. Ma quello che si voleva non era lo stato palestinese, quello che si voleva era la non esistenza dello stato ebraico. Allora come, mi sembra, anche oggi. Siamo sicuri che i palestinesi vogliano davvero una trattativa ? In fondo Hamas è stato eletto, non si è imposto con la forza o l’inganno. E sapevano bene cos’è Hamas.

  • Roberto

    cara Giuliana,
    e’ brutta l’idea di una quantificazione economica delle vite umane. Non perche’ non possa valer bene per una conversazione fra amici, ma perche’ qualcuno potrebbe prenderla veramente sul serio. Le vite umane non sono voci contabili che si sommano e si sottraggono, e poi si saldano i conti.

    Ben altro discorso e’ il fatto che la brutalita’ di uno Stato sconcerti molto di piu’ di quella di un gruppo terroristico, che a questo fine e’ preposto, a differenza del primo.

    Roberto

  • Gianpaolo Sartori

    ho preso ‘il prezzo del velo’ , come un grosso masso che ti cade addosso.

    un buonpomeriggio a tutti.

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    ad Ab visto che il diritto al ritorno è un principio per Israele perché non dovrebbe esserlo per i palestinesi? Pensi veramente che tutti i palestinesi della diaspora vogliano ritornare in quella suituazione drammatica? Penso di no, ma bisogna garantire loro il diritto di tornare, come è avvenuto per gli ebrei
    g.