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Napoli centrale

Chi ha paura dell’omicidio Vassallo?

 

Sono passati due anni dalla morte di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica freddato con sette colpi di pistola la sera del 5 settembre 2010. Quest’estate sono stata ad Acciaroli e non l’ho trovata cambiata. Grande fermento ferragostano, navi lussuose in fila al porto appena rinnovato con i fondi Ue, il centro commerciale all’inizio del borgo antico ancora a metà dell’opera è stato aggiustato per essere abbellito, ma a mio parere rimane un’opera brutta e inutile. I turisti hanno assediato i paesini che si dividono tra mare e montagna e la popolazione locale ha offerto la sua consueta ospitalità. La vita sembra tornata alla normalità, anche se un grosso mistero resta intrappolato in quelle vie irte costruite da ex pastori dove il sindaco pescatore è stato freddato da una calibro nove.

 

Bisogna partire da un presupposto, a Pollica (il nucleo antico e meno turistico del comune che comprende diverse località) tutti si conoscono, è una popolazione che sembra aver a fermato il tempo, così come le abitudini. Basta farsi un giro tra il castello medievale di Capano e il vecchio convento per sentire saluti dalle finestre, “imbasciate” da portare alla famiglia, nomi urlati da un vicolo all’altro, scoprendo che qui sono più o meno tutti legati da qualche parentela. Eppure nascosta da un’apparente tranquillità, dietro i portoni di legno, sotto i tetti di tegole, c’è chi sa cosa sia accaduto due anni fa vicino casa di Vassallo e chiaramente non parla. Forse per paura o per interesse, sta di fatto che sono molti a credere che il giallo possa essere legato a nomi grossi e influenti del Cilento, per questo non si arrivi a una soluzione. Lo stallo delle indagini ha fatto puntare il dito contro il procuratore di Salerno Franco Roberti, il quale al Corriere del Mezzogiorno ha detto oggi in un’intervista che non troverà pace finché il caso non sarà risolto. Il fratello del primo cittadino, Dario, ha lanciato il suo grido di disperazione accusando i suoi concittadini di apatia e di pensare solo a far soldi. Una persona del luogo a me cara mi ha confidato le sue perplessità, convinto che gli inquirenti non possano andare avanti se le forze dell’ordine locali non forniscono notizie utili, e se non lo fanno e perché ci sono delle mele marce. Ottanta sindaci provenienti da tutta Italia sono venuti a commemorare Angelo Vassallo e anche il presidente Napolitano ha scritto una lettera ai familiari e al comune. Il sindaco di Pollica era amato, e come la sua comunità esprimeva valori a noi vicini, un misto di ambientalismo e riscoperta di antichi stili di vita, nella convinzione di trattare la natura come risorsa e non come sfruttamento. Vassallo insieme alla sua amministrazione fatta di tanti uomini e tante donne di sinistra si è opposto alla speculazione edilizia e alla criminalità organizzata, forse varrebbe la pena se da Roma si interessassero a risolvere il caso per non farlo finire nel dimenticatoio, magari scoprendo la verità dopo 30 anni quando ormai i colpevoli sono morti o moribondi. Forse basterebbe inviare rinforzi alla procura di Salerno e qualche detective “esterno”. Ma è solo un’idea.