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Nuvoletta rossa

“Chef Rubio – Food Fighter”: ai fornelli con Cajelli

Arriva sugli scaffali il primo romanzo grafico dedicato a uno chef professionista e scritto da uno sceneggiatore professionista con un diploma da chef amatoriale. Diego Cajelli racconta a “Nuvoletta Rossa” la genesi del one-shot Star Comics scritto con Stefano Ascari, e disegnato dalla coppia Enza Fontana – Giuseppe Lo Bocchiaro: un fumetto, una docu-fiction satirica sulle sofisticazioni alimentari, ma anche un originale manuale di ricette dedicato agli amanti della cucina da strada.

Con un fumetto ispirato a un personaggio Tv particolare come Chef Rubio, inutile chiederti se  ti abbia fornito degli input al momento di stendere il soggetto.

L’idea dello scoprire le bugie con l’olfatto è sua, così anche la caratterizzazione di Penelope, le 4 ricette e il mood generale sulla cucina verace. Le scene di combattimento sono pochine, ma tutta l’azione è gestita volutamente come se fossero degli incontri di Rugby. Forse serviva un po’ più di fight, ma dopo 12 numeri di Long Wei avevo bisogno di una pausa!

Sapendoti molto versato nel ramo complottismo, immagino che buona parte delle sofisticazioni alimentari che citi nel fumetto abbiano un fondo di (tragica) verità.

Tutta la questione dell’enzima Chinasi C Epsilon è vera. Così come sono vere tutte le procedure di marketing alimentare e fabbricazione e sofisticazione dei cibi. In questo senso, senza fare nomi, la pubblicità dell’alimentazione massificata ci mostra dei cuochi che cucinano, quando in realtà, quello che mangi a livello industriale esce da un estrusore. L’idea centrale, che qui non dico per evitare spoiler, è scientificamente plausibile. Mi sono avvalso della collaborazione di uno scienziato per capire e spiegarne i meccanismi. Ipotetici. Ma plausibili.

La copertina del volume, firmata da Andrea Meloni © Star Comics 2014
 La copertina del volume, firmata da Andrea Meloni © Star Comics 2014

Veniamo al cast: molti i volti cinematografici e mediatici, mi pare di aver riconosciuto almeno Steve Buscemi, Udo Kier e il rugbista Martin Castrogiovanni. Un omaggio ai vecchi fumetti della Universo o… cosa?

È nello stile della disegnatrice, estremamente realistica, si serve di punti di riferimento attoriali molto forti. Alcuni li ho indicati io, come Chef Kaiser/Udo Kier o Aldo il rugbista cuoco.

Le ricette presentate nel fumetto, a differenza di quelle presentate nel programma, sono molto internazionali, e in alcuni casi piuttosto ostiche. Chissà cosa dirà la casalinga di Voghera.

Appena vedo una casalinga di Voghera con in mano un fumetto glielo chiedo.

Le ricette che Chef Rubio prepara nel fumetto sono farina del tuo sacco, del suo o di tutti e due?

Tutto suo. Gli abbiamo detto che avremmo messo le 4 ricette dei suoi piatti preferiti e lui ha fornito l’elenco.

Io ho ricettato.

L’editor leggendo l’elenco mi ha detto: «Ha scelto queste, tu hai idea di che cosa siano?»

E io ho risposto: «Certo, e lo ho anche assaggiate tutte!»

(Tra l’altro, per esempio, il Kokorec l’ho assaggiato a Istanbul quando venni invitato dalla casa editrice che pubblica i miei fumetti laggiù. E di nuovo cucina e fumetto si intrecciano in un modo molto Anthony Bourdain!)

Facendo zapping, i programmi di cucina non si contano più: fra Sky e digitale terrestre, siamo intorno alla cinquantina abbondante. A che cosa attribuisci il successo delle trasmissioni sul mangiare?

La cucina è egalitaria.

Sia i programmi di cucina, sia i talent sulla cucina sono virtualmente allo stesso livello dello spettatore. Basta che ti metti lì e con un po’ (o molto) impegno puoi fare le stesse cose che hai visto in tivvù.

La cucina e il cibo sono quotidiani, tutti i giorni, più o meno, cucini e mangi, magari c’è qualcuno che cucina per te, ma mangiare devi.

Se Chef Rubio dovesse andar bene, c’è speranza di un nuovo capitolo delle sue avventure? E se dovesse capitare, dove ti piacerebbe accompagnarlo?

Se dovessimo incontrare il favore del pubblico, e lo ha detto Rubio in conferenza a Romics, ovviamente sì!

Ci sono un paio di cose da “chiudere” lasciate in sospeso in questa avventura, soprattutto il suo rapporto con Penelope.

Poi, nel caso di un avventura nuova… Mi piacerebbe fare un horror ironico, dove c’è un libro di “ricette” che se le esegui invece di cucinare un piatto evochi un demone…

Ma è la primissima idea, eh… Già domani sarà diversa.

Diego Cajelli alle prese con lo Street Food

Diego Cajelli alle prese con lo Street Food

Un’ultima, necessaria pinzillacchera: il piatto favorito di Diego Cajelli.

Va a periodi. Diciamo che, adesso, il piatto che preferisco mangiare è tutto quello che puoi mettere su uno spiedino. Dagli arrosticini agli spiedi più grossi, complessi ed elaborati. Sempre a periodi, diciamo anche che se mi porti a mangiare in un Kaiten-zushi all you can eat, poi devi chiamare le forze speciali per portarmi via.