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Napoli centrale

I Cheeseburger scalzano i libri

 

Oggi 31 gennaio è l’ultima volta che la storica libreria Guida di via Merliani apre la saracinesca, al suo posto arriverà una delle catene di fast food a stelle e strisce che riprovano a colonizzare il Vomero dopo la chiusura del McDonald’s in via Cilea. Contemporaneamente la Fnac, franchising della nota multinazionale francese ha annunciato un piano di tagli per 80milioni di euro in tutta Italia con 200 licenziamenti. Un ridimensionamento toccherà anche alla filiale napoletana con sede sempre al Vomero. E’ la crisi che morde gli acquisti, ma nel caso della libreria di Giuseppe Guida, bisogna guardare oltre, la scusa dello spread non attacca. Come si fa a cambiare vocazione a un locale culturale dalla sera alla mattina, sfornando big burger e friggento tonnellate di patate fritte nei locali che hanno ospitato, per quasi mezzo secolo, esponenti del dibattito culturale cittadino e nazionale? Ce lo spiega il proprietario che ha affisso all’entrata del suo negozio un cartello con su scritto: “Dopo 40 anni Guida Merliani smette perché il fitto è troppo alto”. Il propietario ha alzato il prezzo da 8mila e 20mila euro, ed evidentemente c’è chi è disposto a pagare. Se ne infischia, il sistema economico, che al posto delle presentazioni, delle discussioni con Pasolini, Sanguinetti, Eco, Piovani, Montanelli ora arriverà il doppio pollo fritto, i chili steaks , o l’apple pie.

 

Questo a poco a che fare con la crisi europea, ma è la vecchia speculazione del mercato immobiliare, su cui qualsiasi governo, men che meno uno di destra moderata come quello Monti ha intenzione di mettere mano. Perché è facile alzare le tasse su beni primari come può essere la casa, strozzare le famiglie con stangate su luce, acqua e gas, ma di meno è prevedere lacci e lacciuoli agli immobiliaristi che possono triplicare i prezzi come e quando vogliono, guadagnando senza produrre uno spillo. Anche perché se per una famiglia monoreddito pagare l’Imu è l’ennesimo bagno di sangue, per chi ha un centinaio di proprietà la storia è diversa. Basti pensare che Guido Improta sottosegretario di Super Mario ha 95 immobili e 61 terreni e dichiara “solo” 249mila euro l’anno.

Così è. La legge del libero mercato non perdona, il proprietario chiede quanto ritiene “necessario ai suoi bisogni” e se chi sforna hamburger paga, prende il posto di chi vende libri, non c’è molto da combattere. Poco importa se così facendo (non sarà questo il caso!) si fa strada anche a un fetta di imprenditori poco puliti, o al riciclaggio della camorra.

Oggi il consiglio di municipalità ha indetto un’assemblea straordinaria: “Salvaguardia della vocazione e tradizione culturale e commerciale del territorio: il caso della libreria Guida”. Un atto di buona volontà, ma è chiaro che con questi presupposti non si può fare molto, se non spostare l’attività commerciale-culturale in un altro luogo, magari sponsorizzato dalle istituzioni come accaduto nel 2006 anche alla libreria Trevés.

  • GianPaolo Presotto

    Un altro terribile segno della barbarie del libero mercato.
    SENZ’ANIMA è questo mondo, che sia solo ormai, nichilismo, il suo grigio orizzonte…..
    Cari saluti da GianPaolo