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Change for Europe, sì da Delors a Vendola

La sinistra europea – socialista, laburista, verde e post-comunista – inizia a serrare i ranghi contro il fallimento sempre più palese delle destre al potere in quasi tutto il continente. Partita in sordina a giugno, su Internet sta crescendo la raccolta di firme a un appello che ha tra i primi firmatari il gotha del progressismo rosso-verde continentale: Jacques Delors, Martin Schulz, Daniel Cohn Bendit, Poul Rasmussen, Marine Aubry oltre agli italiani Monica Frassoni, Bersani, D’Alema e Vendola.

«E’ possibile risanare la finanze pubbliche senza annientare lo sviluppo economico e gli investimenti inmateria di istruzione, ricerca, energie rinnovabili, e senza alimentare l’ingiustizia sociale e l’esclusione – si legge nel testo dell’appello – è possibile ritrovare margini di bilancio essendo coraggiosi ed innovatori».

Le ricette condivise sono semplici: condivisione del risanamento tra i vari paesi in deficit e in surplus, no all’austerità generalizzata, una politica fiscale europea comune, più tasse sui redditi da capitale e meno su quelli da lavoro, una tassazione veramente progressiva che non danneggi i cetimedio-bassi, varo di una fiscalità veramente ecologica, tassa sulle transazioni finanziarie e soprattutto gli «eurobond». Obbligazioni comuni che però più che a sostenere il debito in questo caso dovrebbero servire a finanziare crescita, infrastrutture e sviluppo, tanto che qualcuno a scanso di equivoci li ha già ribattezzati «project bond».

Non è escluso che almeno il gruppo socialista europeo già in autunno punti a trasformare alcune di queste idee in iniziative di legge popolare da portare avanti a livello continentale.

Per informazioniwww.changeforeurope.eu