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losangelista

C’e’ ancora vita a Toontown

Cominciano le proiezioni stampa di How To Train Your Dragon (da noi, quando uscira’ a fine mese prendera’ il piu’ “italiano” Dragon Trainer). Un film che sulla carta aveva ogni probabilita’ di essere deludente vista la supervisione di Jeffrey Katzemberg, patron della premiata fabbrica Dreamworks, catena di montaggio dell’animazione CGI dove e’ stata ideata la ricetta Shrek capace  di estrarre dal genere ogni traccia di incanto sostituendolo con  una massiccia dose di battute da sitcom e un occhiolino complice al costante indirizzo del pubblico. Una formula tanto fruttifera al botteghino quanto artisticamente arida. E invece Dragon si rivela una piacevole sorpresa, un film per ragazzi che, pur nel genere, evita sia paternalismo che l’indigestione moralista che affligge tanta produzione commerciale hollywoodiana. Soprattutto rivela un istinto naturale e un gusto per un’animazione dove c’entra sia Disney che Tex Avery cioe’ quel mix di incanto e  sovversione di cui sono capaci i migliori cartoon. Merito del regista Chris Sanders il cui primo film Lilo & Stitch, un 2D disegnato nella divisione che la Disney mantenne per un tempo in  Florida prima di chiuderla in uno dei consolidamenti aziendali, aveva gia’ dimostrato un tratto e un occhio fra i piu’ caratteristici di “Cartoonia” (qui il suo sito personale con una galleria  di splendidi studi). Ora Sanders dimostra di essere un autore originale nello stampo di Brad Bird e John Lasseter e la Dreamworks ha avuto la buona idea di affidare a lui il progetto Dragon che languiva sugli scaffali chiedendogli di finirlo in un anno, rapidita’ inaudita in un genere dove i film richiedono 3-4 anni per  venire completati  (qui i retroscena raccontati dal Los Angeles Times). La storia, la cura nei personaggi e particolarmente nell’antropomorfia delle creature e il gusto di un animazione, come dicevamo, che pur nella ormai obbligatoria veste 3D ha solide radici nella migliore tradizione, gli danno ragione e sono inoltre una dolce rivalsa per Sanders che due anni fa era stato vittima dello “scippo” da parte della Disney di un progetto, American Dog,  cui aveva lavorato per due anni prima di venire licenziato senza tanti complimenti.

Sanders, a sinistra, e il co-autore Dean De Blois