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Antiviolenza

Caso Salsi: il sessismo è violenza di genere

Federica Salsi – premi sull’immagine

Quando il consigliere regionale dell’Emilia-Romagna Giovanni Favia è andato a dire a “Piazza pulita”, il programma di Corrado Formigli su La7, che nel M5S non c’era democrazia con un’aspra critica sulla gestione del movimento – citando Grillo e Casaleggio – malgrado le reazioni anche forti, nessuno gli diede della put*ana né si sentì proferire dalla bocca del suo capo battute sessiste perché l’autore dell’attacco – che videro diversi milioni di spettatori – era un maschio.

Una cosa ben diversa da quella capitata a Federica Salsi, consigliera del Comune di Bologna eletta nel M5S e di sesso femminile (a cui va tutta la mia solidarietà), che pochi giorni fa è andata alla trasmissione condotta da Giovanni Floris, “Ballarò”, per essere redarguita con un linguaggio sessista ma anche poi attaccata con epiteti offensivi a sfondo machista su Fb e nel sito, modi e linguaggi che nella Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna (CEDAW) rientrano nella sfera della violenza psicologica. Un metodo di esercizio di potere e di controllo di genere così collaudato e culturalmente scontato, da non far rendere conto realmente della sua gravità. Il casus belli è che Federica Salsi, avendo trasgredito il dettame del grande capo maschio sul fatto che solo lui è l’elemento mediatico del suo movimento – bella democrazia interna in effetti – è stata redarguita da Beppe Grillo non con un semplice, non so: egocentrica? Scorretta? No, ma con un giudizio sessista che l’ha dipinta come una che va in tv a cercare il suo punto G e precisamente “Il punto G, quello che ti dà l’orgasmo nei salotti dei talk show”, ovvero si è fatto intendere che forse la consigliera fosse andata a “Ballarò” per provare un orgasmo.

La cosa ancora più grave è che così il padre delle stelle ha dato il la a tutto quello che si è riversato su Federica Salsi e che qui riportiamo da sua fonte su Affari Italiani (nel rispetto della privacy e dei toni):

“Vorrei soffermarmi sul tono di alcune frasi che mi sono arrivate addosso dopo il post di Grillo, sul mio profilo facebook e sulle pagine dell’articolo di Grillo stesso, dopo le sue affermazioni sul punto G televisivo che mi farebbe tanto godere. Dopo che sono andata a Ballarò a esprimere solo idee con educazione e rispetto per tutti, idee per le quali mi batto da anni. (…) Cito le affermazioni con il nome della persona che me le ha mandate così ognuno può meglio essere consapevole di ciò che accade e che dice:

Dal sito di Grillo G*no g., di roma chiede di sapere “questa signorina salsi e’ , come avete scritto una putta*a perche’ nel suo mandato consiliare ha tradito i principi del movimento o perche’ e’ andata in tv ? grazie”

Dal mio profilo E. S. sei una mer*aaaaaaaaa merdaccia

Grillor***o mi da della “donnetta”

Giov***a da roma dell’ “eb*te”

Sul mio profilo Facebook

A. la D. “Fuori dai cogl*oni!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! non capisci un ca*zo!!! questa testa di ca*zo!!!!!!!!!!!!!!!!!sembrava quella faccia da c*lo della gelm*ni, ma vai a cag*re te e i tuoi amici del ca*zo!!!!!!!!!!!!!!!!!!io gli farei fare una bella intervista anche su playboy!”

F.S. “fate veramente schifo….cari democraticii dal basso….anzi dalla fogna……..”

C.P. “federica porta con te il fango”

P.P. ancora , “NON HAI LE PAL*E E NEANCHE IL PUNTO G”

F.M “Ti vedo bene con i pidiusti del PD”

M.V. mi da della “venduta e ha venduto una falsa intervista (riferendosi all’intervista rilasciata ad Affaritaliani, ndr)”

e poi R. M.. “veline in cerca di fama”

D. G., Milano/Bari “la “strafi*a” di turno”.

La carica di violenza  espressa in questi termini contro Federica Salsi, non è dissimile dagli imprechi furiosi che ricordano orde barbariche di esseri privi di ogni orientamento umano. Ora, al di là del fatto che questi commenti siano stati scritti o non da grillini, in generale ci è sembrato che tra il popolo delle stelle, a volte, si usassero toni troppo alti, parole urlate e offensive, esprimendo una rabbia non ragionata che come semplice furia travolge tutto, distrugge e non costruisce. Tanto che forse oggi questo movimento potrebbe avere la palma del maschilismo ma anche, in certi casi, di un metodo violento di discussione come di persuasione. (ma che pensano, che gli altri non urlano perché sono felici e contenti? un conto è l’indignazione anche dura, un conto è la violenza verbale).

Ma non è tutto, perché Beppe Grillo va oltre e su Federica Salsi spiega: “Il punto G, quello che ti dà l’orgasmo nei salotti dei talk show. L’atteso quarto d’ora di celebrità di Andy Warhol. A casa gli  amici, i parenti – scrive Grillo – applaudono commossi nel condividere  l’emozione di un’effimera celebrità, sorridenti, beati della tua  giusta e finalmente raggiunta visibilità. Seduto in poltroncine a  schiera, accomunato ai falsari della verità, agli imbonitori di  partito, ai diffamatori di professione, devastato dagli applausi a  comando di claque prezzolate. Soggetto, bersaglio consapevole ben pettinato alla bisogna che porge il lato migliore del  proprio profilo alla morbosa attenzione di cameraman che ti inquadrano implacabili se annuisci quando enuncia le sue soluzioni un qualunquemente st*onzo. Lì, in una gabbia di un circo, come su un trespolo, muto per ore, povera presenza rituale di cui si vuole solo lo scalpo, macellato come un agnello masochista, rispondi per i quattro minuti che ti sono concessi a domande preconfezionate poste da manichini al servizio dei partiti. Pretoriani dell’informazione il cui  unico compito è perpetuare l’esistenza del Sistema attraverso l’ultimo strumento di mesmerismo mediatico rimastogli: la televisione”.

Ma allora come sta la cosa nel M5S? che solo lui va in televisione e con metodi platealmente da show, mentre gli altri stanno a casa a vedere lui che va in giro a dire alla gente “siete voi i protagonisti” e poi appena metti il naso fuori, zac! ti stronca? Tempo fa ho visto una intervista di Beppe Grillo per una tv olandese, era a casa sua, tranquillo, in poltrona, parlava e poi faceva anche un siparietto con un Mario Monti “finto” al telefono che veniva liquidato con toni di sufficienza e alla fine con un bel “non mi rompere più i cog**oni”. È questo il modello di intervista del padre delle stelle? ma c’è di più: perché un comico che negli anni ’80, fu censurato ed escluso da una tv che ritenne insopportabile la sua battuta sui socialisti, oggi deve intimidire una eletta del suo movimento per il fatto di aver parlato in un programma di politica? Il passato di solito insegna e l’età dovrebbe rendere più saggi.