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FranciaEuropa

Casa: un problema per 10 milioni di francesi

Circa 10 milioni di persone in Francia  (su 65,4 milioni di abitanti) hanno un problema con la casa. Lo afferma il sedicesimo rapporto della Fondation Abbé Pierre, appena pubblicato. 3,6 milioni sono “molto mal alloggiati”, per esempio famiglie costrette a vivere in un’esigua stanza di albergo o persone che abitano tutto l’anno nei caravan. 685mila sono senza tetto. 1.252.000 hanno accumulato ritardi nel pagamento dell’affitto (dati 2006, verosimilmente peggiorati ora con l’abbattersi della crisi) e 91mila famiglie sono in attesa di espulsione. 1,2 milioni sono in attesa di una casa popolare, a volte da anni. Secondo la Fondazione Abbé Pierre, ormai il problema della casa non colpisce “solo più persone povere o coloro che appartengono a categorie modeste della popolazione, ma anche – e sempre più – rappresentanti della classe media”. 

Ma come risponde il governo di fronte a questo vero e proprio “libro nero” della casa in Francia? Sarkozy aveva promesso “una Francia di proprietari”, voleva cioè facilitare l’accesso alla proprietà per tutti. Il governo afferma di aver stanziato 37,4 milioni di euro per la casa, pari al 2% del pil. I meccanismi messi in opera per favorire l’accesso alla proprietà sono falliti, dalla “casa a 100mila euro” promessa qualche anno fa dall’allora ministro delle aree urbane Jean-Louis Borloo alla “casa a 15 euro al giorno” di Christine Boutin, che gli è succeduta in questa carica. Molti comuni rifiutano ancora di accettare sul proprio territorio il 20% di case popolari, come vuole la legge. Gli aiuti al finanziamento, poi, sono stati utilizzati dai più ricchi: cosi’, mentre nell’88 il 47% delle famglie più povere era proprietario dell’ abitazione, oggi questa percentuale è scesa di 10 punti, al 37%. Mentre sono proprietari immobiliari il 76% della fascia del 20% più ricca (erano il 65% nell’88). La politica del “tutti proprietari”, afferma la Fondazione Abbé Pierre, non fa che aumentare le ineguaglianze. Molti “proprietari” poveri, infine, si trovano di fronte a un peso crescente della spesa per la casa: molti hanno contratto mutui che assorbono un terzo del reddito mensile. E possono essere  costretti a perdere tutto se, in caso di disoccupazione o di divorzio, non possono più far fronte a questo impegno.