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Quinto Stato

Casa, la battaglia contro il piano Lupi

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Sindacati inquilini e movimenti mobilitati contro l’articolo 5 e il no alla proroga anti-sfratti. Il ministro delle Infrastrutture: «Faremo interventi a favore di 2 mila famiglie», ma l’emergenza sfratti riguarda almeno 50 mila

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Prima di incontrare il presidente dell’Anci Piero Fassino sull’emergenza provocata dal governo che non ha rinnovato la proroga degli sfratti per finita locazione, ieri il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Lupi si è detto disponibile a collaborare con i comuni di Milano, Torino, Roma e Napoli per risolvere tra i duemila e i 2200 casi di sfratti. «Sono dati oggettivi sui quali non si può discutere» ha tagliato corto Lupi che ha confermato la sua netta opposizione ad un nuovo provvedimento di proroga durante un’audizione alla commissione ambiente del Senato.

A suo parere, questo strumento non risolve il disagio abitativo e avrebbe «effetti devastanti sulle politiche abitative messe in campo dal governo per affrontare l’emergenza casa». L’esecutivo potrebbe stanziare dieci milioni di euro e così pensa di spegnere l’allarme lanciato dagli assessori alle politiche abitative di Roma, Milano e Napoli (Francesca Danese, Daniela Benelli e Alessandro Fucito) che il 6 gennaio scorso hanno inviato al governo una lettera drammatica per scongiurare l’intervento delle forze dell’ordine, degradando l’emergenza sfratti a un problema di ordine pubblico. Lupi ha minimizzato, invitando gli assessori «a non drammatizzare».

Anche ieri ha ribadito la piena fiducia nel fondo affitti rifinanziato con 200 milioni, 100 dei quali già erogati. Poi ci sarebbero i 266 contro gli sfratti per morosità incolpevole. I dieci milioni supplementari serviranno a «garantire il passaggio da casa a casa per le famiglie sfrattate» e a tutelare il vero interesse del governo: quello dei proprietari che ricevono gli affitti dalle famiglie alle quali è scaduto il contratto. Fassino ha ribadito: «Il governo deve al più presto varare un provvedimento».

In questo dramma i numeri sono importanti. Per Walter De Cesaris, segretario nazionale dell’Unione Inquilini, Lupi sta truccando le cifre. Le famiglie sotto sfratto a causa della mancata proroga del governo sarebbero infatti tra le 50-70 mila. «Lo chiedesse agli assessori di Roma, Milano o Napoli quanti sono – afferma – Ma anche se fossero 2 mila non si capisce proprio il perché di tanta ostinazione e protervia contro una parte così specifica e limitata di famiglie in difficoltà». Nelle famiglie in questione ci sarebbero anziani, portatori di handicap e minori. Quanto ai fondi elencati da Lupi, per De Cesaris «sono fumo»: i 266 milioni del fondo contro la morosità incolpevoli sono la somma degli stanziamenti fino al 2020, non quella destinata per il prossimo biennio. Senza contare che quelli del 2014 non sono stati ancora erogati.

Le organizzazioni degli inquilini sono mobilitate in tutta Italia. A Milano il comitato per la casa «Abitanti San Siro» organizzerà la prossima settimana con il sindacato Asia una settimana di mobilitazione: lunedì in zona Rogoredo, martedì a Quarto Oggiaro e San Siro, mercoledì a Corvetto, giovedì a Cesano Maderno. «La media nazionale degli sfratti è di 150 al giorno, migliaia di persone vivono questo dramma nella solitudine delle mure domestiche».

Martedì 20 gennaio l’Unione Inquilini organizza a piazza Montecitorio un presidio per la proroga degli sfratti e il diritto alla casa. All’iniziativa intitolata significativamente «Je suis sfrattato», variazione del più celebre mediaticamente «Je Suis Charlie», ha aderito tra gli altri Sel di Roma che ha presentato in Campidoglio e in tutti i municipi della Capitale un ordine del giorno dove chiede al prefetto Pecoraro il blocco degli sfratti per le categorie interessate. «Il blocco è necessario affinché in questi due mesi non si eseguano sfratti che determineranno conseguenze drammatiche e irreversibili ai danni di persone che rientrerebbero nella reintroduzione dei termini di sospensione dell’esecuzione» sostiene il coordinatore di Sel Roma Maurizio Zammataro.

A Roma continua la resistenza dei movimenti per il diritto all’abitare che occuperanno «ad oltranza» l’Anagrafe in via Petroselli finché «il governo non avrà ritirato l’articolo 5 del piano Lupi che taglia le utenze alle occupazioni degli immobili sfitti». In duecento ieri hanno partecipato all’assemblea che si è tenuta in Campidoglio. Il rinnovato protagonismo politico dei movimenti ieri lo si leggeva negli striscioni esposti contro l’organizzazione denominata «Mafia Capitale» e contro il sindaco Marino: «Non si è battuto per il diritto di tutti alla residenza» sostiene Luciano Iallongo (Blocchi Precari Metropolitani). Luca Fagiano, del coordinamento di lotta per la casa, rilancia la manifestazione del 31 gennaio contro il piano Lupi, l’Expo e il Jobs Act. «Attendiamo un tavolo con gli enti locali e la prefettura sull’articolo 5 e il blocco sfratti per garantire il diritto alla residenza di chi ne è escluso». Per il 28 febbraio i movimenti preparano una «contromanifestazione» per impedire la «Marcia su Roma 2015 annunciata da Salvini, con Casapound e i fascisti».