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losangelista

Casa di un vecchio porco

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L‘edificio sta nel quartiere armeno di East Hollywood, a due passi da Sunset Boulevard, dove attraversa il distretto delle prostitute e dei travestiti. Poca roba davvero, una costruzione di stucco beige ad un piano in stile simil-spagnolo come andava negli anni 20  e nella Los Angeles chandleriana. Avrebbe dovuto esser demolito per far posto ad un nuovo palazzo, una cosa di routine come avviene dozzine di volte al giorno in questa metropoli famosamente “provvisoria” e senza memoria, madre impenitente di tutte le New Town. Ogni giorno vengono buttati giu’  “diner” e  cinema drive-in, stazioni di lavaggio auto degli anni ’50: il modernariato archeologico che costitusice l’effimero strato storico di una citta’ costruita sul business immobiliare, un industria senza remore. L’anno scorso e’ stato  distrutto l’Ambassador Hotel dove negli anni ’30 venivano assegnati gli Oscar malgrado l’importanza architettonica e storica: e’ li che era stato ucciso Robert Kennedy. A rischio costante pero’ sono anche veri gioielli del retaggio modernista, case di Richard Neutra o Rudolph Schindler, non c’e’ alcun statuto che protegga automaticamente un edificio di Frank Lloyd Wright o di Pierre Koenig. Se uno la compra e prefersice, la puo’ demolire,  e questo avviene spesso. Interi quartieri  vengono regolarmente sepolti da colate di cemento nel nome del progresso, come Chavez Ravine, collina semi anarchica di immigrati messicani sfrattati per far posto allo stadio di baseball e la Bunker Hill dove viveva e di cui scriveva John Fante. Cosi’ anche gli inquilini del piccolo edificio beige erano stati sfrattati ed era stato messo in vendita su Craigslist. Stavolta pero’ le ruspe sono state bloccate.

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Nel bungalow era vissuto dal 1962-73 un altro scrittore, Charles  Bukowski, la sua dimora nelle viscere della citta’ dove scrisse tra l’altro il suo primo lavoro, Post Office e che servi’ da ambientazione a un altro romanzo, Donne e molti racconti.Il consiglio municipale lo ha dichiarato ’edificio di rilevanza storica’. Indicazione forse di una nuova diversa coscienza del proprio retaggio culturale. A proprosito di LA Renzo Piano, che qui sta costruendo una nuova galleria del museo d’arte moderna, aveva osservato ‘le citta’ prima o poi maturano– perfino questa’. Forse aveva ragione.