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L'urto del pensiero

Caro Movimento 5 Stelle…

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di PAOLO ERCOLANI

Caro Movimento 5 Stelle, questa è la lettera di un cittadino che, al momento, non ritiene di darvi il suo voto, ma che comunque è interessato alle sorti del poprio Paese e vede in voi un fondamentale interlocutore.
È inutile girarci intorno, e a questo punto sarebbe irresponsabile. Siete seriamente candidati a vincere le prossime elezioni politiche.
Quindi a governare il Paese.

La critica sacrosanta

Non è cosa da poco, tanto più che il vostro Movimento sostiene di essere nato in seguito all’incapacità da parte di tutti gli altri partiti di farlo con onesta, serietà e competenza.
Da questo punto di vista risulta impossibile darvi torto.
A meno che, infatti, non si sia mossi da interessi politici (e non solo) specifici, da malafede oppure totale incapacità a leggere il tempo presente, non si può non prendere atto che il nostro Paese versa in condizioni misere e disperate.
In larga parte a causa di una classe dirigente (politica, economica e culturale) del tutto inadeguata, spesso autoreferente e truffaldina, che purtroppo non esclude alcuna parte ideologica nè alcun gruppo di potere.
La vostra protesta, che spesso sfocia in proclami rabbiosi e demagogici, da questo punto di vista è pienamente condivisibile e sacrosanta.
Chi lo nega non è onesto intellettualmente, oppure lo ha abbandonato il senno.
Il nostro Paese affonda in seguito a troppi anni (e decenni) di malgoverno da parte di una classe dirigente inadeguata, immeritevole, irresponsabile e sovente fuorilegge.
Il tutto, all’interno di un sistema talmente bloccato e autoreferenziale che, se non foste arrivati voi, si sarebbe perpetuato in quella maniera fino all’affondamento totale dell’Italia.
Tutto vero.

Assunzione di responsabilità

Ora però deve finire il momento della protesta sacrosanta, perchè per voi rischia di essere imminente quello dell’assunzione di responsabilità più grave e sostanziale: governare il Paese.
E da questo punto di vista mi permetto di ricordarvi il celebre aforisma di Albert Einstein, secondo cui “non si può pensare di risolvere un problema con la stessa mentalità che ha generato il problema stesso”.
Tradotto: non potete pensare di governare il nostro povero e martoriato Paese semplicemente sostituendovi alla classe dirigente di cui abbiamo parlato, senza preoccuparvi fin da ora di come intendete selezionarla (la vostra), di come intendete garantire che a governare siano figure anzitutto competenti, di come garantirete di essere effettivamente responsabili verso il popolo che vi avrà votato e non verso una misteriosa impresa privata e commerciale (quella di Casaleggio).
Insomma, se appare indiscutibile la vostra idea di sostituire chi ha malgovernato, ora è arrivato il momento che ci diciate non tanto (e non solo) che voi sarete migliori, che voi governerete con onestà.
È giunta l’ora che voi ci diciate con chiarezza non il modo in cui governerete, ma perchè.
Ossia, per fare cosa, per realizzare quali specifici programmi rispetto alle varie faccende che richiedono attenzione e progetti concreti.
Insomma, che Italia volete, quale la visione futura, il progetto di Paese che avete in mente e che intendete lasciare una volta che il vostro governo sarà terminato?
Per realizzare tutto ciò, credo però che dobbiate tenere a mente i due problemi fondamentali che caratterizzano il nostro tempo, e che più o meno propriamente vengono identificati dal mondo dei media col nome di “populismo” e “capitalismo finanziario”.

Due questioni essenziali

Insomma, quando governerete, prima ancora di farlo (e per farlo bene) dovrete aver sciolto preventivamente due nodi essenziali:
1) il cosiddetto fenomeno del populismo, che non è unitario e magmatico. È bene sapere che in realtà esistono almeno due popoli, che si richiamano all’antica distinzione di Destra e Sinistra che oggi si vorrebbe strumentalisticamente dichiarare superata. Sì, perchè il problema di un Movimento “di popolo” come il vostro sarà essenzialmente questo: di quale popolo sarete rappresentanti, di quello che si rivela xenofobo, antimoderno, sessista, violento e alimentato da forti sentimenti sovranisti e nazionalisti? Oppure di quello che (talvolta coincidente col primo, ma ben distinto, se non altro perchè non limitato da confini nazionali né etnici) arranca e si dispera di fronte alla distruzione dei diritti politici e sociali, ossia di fronte a una lotta di classe che privilegia le élite finaziarie, le rendite e in generale i soggetti benestanti, condannando tutti gli altri a un’esistenza fatta di precarietà, soprusi, irrilevanza del merito? La questione è dibattuta e discutibile, ma io temo che operare questa scelta netta si rivelerà per voi (e per chiunque si candidi a governare in questa epoca) essenziale;
2) come vi schiererete rispetto al capitalismo finanziario che oggi sta dominando e, di fatto, governando la politica stessa, imponendo ai governi delle misure che essi devono limitarsi a realizzare a prescindere dal colore e dal programma politico del partito vincente? Questo secondo punto richiederà da parte vostra non soltanto una scelta netta e coraggiosa, ma anche la stesura di un progetto economico articolato e realistico, che affermi una visione e una prassi alternative rispetto ai governi di questi decenni, tutti genuflessi e appiattiti rispetto sui dogmi dei poteri finanziari.
Entrambi questi due passaggi fondamentali, richiedono una visione anche teorica chiara e unitaria da parte vostra, ma anche dei programmi “scientifici” che siano il frutto di figure competenti e selezionate, perchè anche voi dovrete fare i conti con una selezione aperta e meritocratica dei vostri componenti, se non vorrete ripetere a un livello differente gli errori imperdonabili delle classi dirigenti che vi hanno preceduto.
Ve lo dico senza alcuna ironia: non è più pensabile, perchè assurdo, infantile e demagogico, che lasciate selezionare i vari governanti (ai diversi livelli) al fantomatico “popolo della Rete”.

L’età adulta

La democrazia è il popolo che vi vota nella cabina elettorale, e quel popolo vi accorda il proprio consenso aspettandosi da voi una gerarchia democratica e trasparente all’interno del vostro Movimento, che si assuma la responsabilità delle scelte prese e non prese e che, alla bisogna, venga corretta o addiritura sostituita da figure dirigenti anch’esse chiare, definite ed elette in maniera trasparente al vostro interno.
Ormai siete un Movimento riconosciuto da milioni di voti, su cui già grava la responsabilità di governare in varie città.
La vostra legittimità è fuori discussione, e credo sia arrivato il tempo che smettiate di comportarvi come quei giovani che si sforzano di essere riconosciuti dal mondo degli adulti.
Ora gli adulti siete voi, e a voi potrà spettare il compito più immane e gravoso: quello di governare il vostro e nostro Paese.
Anche e soprattutto operando scelte di campo, che al momento opportuno potranno rendervi indispensabili alleanze e compromessi (la favola del Movimento duro e puro che da solo risolleva le sorti dell’Italia a suon di “onestà” va bene per l’adolescenza, non per la maturità politica).

  • Alfredo

    Aggiungerei ancora due nodi essenziali secondo me non secondari….vorrei sapere la posizione dei 5 stelle sul problema dei migranti e sui sindacati.

  • Pino Grandinetti

    ma siete davvero sicuri che vi prenderanno in considerazione ??? loro sono ” gli eletti” mica sanno cosa vuol dire L’età adulta

  • ferruccioferrucci

    Quello che pochi hanno capito è che il movimento essendo sottoposto al padrone per governare il paese dovrà fare esclusivamente quello che gli viene chiesto ,che a sua volta chiederà al socio il quale a sua volta chiederà a qualcun’ altro. Qualcuno si ribella e altri si associano ritira il simbolo e li mette in crisi. Saranno costretti a rivolgersi agli esterni i quali a quei livelli non credo che accetteranno di firmare per il pizzo richiesto da Grillo. Sarà una esperienza disastrosa per l’Italia e allora finirà come il Fascismo che il giorno dopo la sua caduta tutti erano comunisti. I Mass media parleranno male li attaccheranno giornalmente e daranno la colpa agli altri partiti politici che hanno fatto vincere i 5SS

  • Walter Fidel Dos Cava

    Egr. prof. Ercolani, ieri avevo inserito un commento al suo post che purtroppo non ha passato il vaglio della redazione.
    Ci riprovo oggi asciugandolo di ogni frizzo verbale: certo, perde un po’ d’incisività… Chiedo scusa, ma non è colpa mia.
    Dicevo ieri, per sommi capi:
    – il suo contributo è chiaro e lucido, ma nasce con un errore di fondo del quale – ne sono convinto – lei è del tutto consapevole;
    – l’aver licenziato comunque il suo pensiero indica che lei è animato dall’ottimismo della volontà;
    – l’errore è quello di rivolgersi al cosiddetto “movimento” come se si trattasse di un’entità ben determinata o quanto meno dotata di un’anima unitaria, motrice di un’azione politica univoca: ma non è così;
    – il “movimento” è uno sfogatoio di pulsioni, rabbie e patologie sulle quali qualcuno ha fondato un impero economico, altri hanno trovato la strada per il potere, altri ancora (questi sì, animati dalle migliori intenzioni), vi hanno trovato lo spazio negatogli dalle altre formazioni politiche, ma rimarranno per sempre bloccati dalle due categorie precedenti;
    – per cui il suo post è bello ma purtroppo inutile.
    Chiudevo citando, pur troppo ovviamente ma per amor di simmetria, il pessimismo della ragione.
    La seguo sempre con interesse.
    Grazie.

  • Paolo Ercolani

    La sua obiezione è più che ragionevole, ahimé, sennonché ho preferito rivolgermi al Movimento “come se” si trattasse di un partito politico organizzato e in qualche modo democratico al suo interno, nonché con finalità sempre democratiche anche al suo esterno. È ormai un interlocutore troppo importante della nostra vita politica per non fare anche questo estremo tentativo. Speriamo bene, intanto la ringrazio sinceramente per le sue parole lusinghiere nei miei confronti.
    Un saluto!