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Carmageddon

Carmageddon: la copertura del Times

Il giudizio universale ha  per questa volta risparmiato  Los Angeles,  la  metropoli  dalla vocazione catastrofica dove le stagioni si annoverano in incendi, inondazioni, terremoti e sommosse,  e in cui i blockbuster apocalittici sono prodotto tipico locale. Carmageddon non era la sagra del kolossal hollywoodiano ma il paventato cataclisma del traffico provocato dalla chiusura di un arteria autostradale della citta’, era stato annunciato per un intero mese alla stregua del Big One con avvertimenti  lampeggianti sui cartelloni elettronici e allarmanti bollettini della viabilita’.  Questa particolare apocalisse avrebbe dovuta  essere provocata dalla chiusura durante un intero weekend della “405” anche nota come San Diego freeway, una delle decine di autostrade a 8 corsie su cui i cittadini della citta’ delle macchine sfrecciano ognuno nel proprio involucro a quattro ruote sfiorandosi ai canonici 90 kmh. I nastri trasportatori di milioni di automobili incolonnate come fiumi di lamiera in perenne migrazione interna sono i vettori della metropoli orizzontale che con lo “sprawl” ha inventato  i malanni post-urbani replicati oggi negli hinterland e nelle “new towns” di mezzo mondo: assenza di trasporti pubblici, frammentazione del tessuto urbano,  alienazione del territorio. Cosi’ nella metropoli “privatizzata” in cui la la piazza e la pubblica via sono stata sostituiti dai centri commerciali e i luoghi a tema, le freeway sono fra i pochi spazi pubblici, i luoghi  di un esperienza condivisa seppur “straniante”. Forse per questo la chiusura di alcuni km della 405 cruciali ai pendolari (per la demolizione di un cavalcavia)  ha assunto la dimensione di un insolito happening civico e teatro dell’assurdo. I losangelesi, famosamente autodipendenti,  hanno atteso l’evento con ansia tendente all’isteria collettiva consigliati dai telepsicologi dei talk-show  e Carmageddon e’ diventato il tormentone dell’estate. Decine di elicotteri sono stati posti in standby per garantire trasporti d’emergenza, pompieri e ambulanze preventivamente dislocate in punti strategici,  gli ospedali della zona hanno affittato alberghi per domiciliare i dipendenti  e la JetBlu ha offerto un volo promozionale sull’inedita linea fra due aeroprti cittadini: Long Beach-Burbank distanti nemmeno 50 km al costo di $4. La compagnia aerea e’ stata subito sfidata da un gruppo di biker attivisti (e uno skater) che hanno  completato il tragitto impiegando meno tempo dei passeggeri che hanno fatto la fila al bancone. Quando  la chiusura c’e’ stata altre decine di ciclisti “militanti” hanno eluso i cordoni di polizia per lanciarsi alla conquista dell’asfalto liberato  e reclamare piste ciclabili; gli scienziati sono al lavoro per valutare eventuali effetti benefici degli scarichi sottratti all’effetto serra. Alla fine anche Carmageddon e’ stato reciclato in caso mediatico dalla citta’ che ai piani regolatori come strumento urbanistico ha da sempre preferito il mito liberista e lo show business.

utopia losangelese