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losangelista

Carmageddon 2: Apocalisse in Tangenziale

Solo a Los Angeles la chiusura di un cavalcavia diventa un vento mediatico degno di un blockbuster, e merita naturalmente una bella sequel come ogni kolossal che si rispetti. Dopo Carmageddon ecco ora Carmageddon 2 che non e’ un  film di Michael Bay ma il nome entrato nello slang locale per indicare il paventato megaingorgo dovuto a lavori di manutenzione straordinaria sulla San Diego freeway. Ok si tratta di uno dei tratti piu’ trafficati nell’intero  paese, 5 km circa di un arteria a 8 corsie che collega Los Angeles alla San Frenando Valley passando accanto a Bel Air, beverly Hills, Santa Monica  e l’universita’ di California. Gia’ un incubo di traffico in normali condizioni, da un paio di anni e’ in fase di allargamento e soggetta a occasionali chiusure per demolire cavalcavia – un po’ come chiudere il raccordo anulare per tre giorni. Quella attuale durera’ un intero weekend e ancora una volta si e’ tramutata in psicosi collettiva cittadina, un apocalisse automobilistica che si e’ impadronita dell’immaginario di questa citta’ delle macchine entrata in fibrillazione infrastrutturale gia’ da qualche settimana. Ma il genio sta nel packaging – come si dice da queste parti “you got to sell the story” a cominciare dal titolo accattivante – e giudizio universale ha un suo perche’. Eppoi sul catastrofismo LA gioca in casa, non a caso quello che in Barbagia o Liguria sarebbe un volgare incendio boschivo  qui diventa un horror con star in fuga dalle ville megagalattiche cinte dalle fimme,  e ogni scossetta e’ proposta come un potenziale anticipo di Big One  (che non arriva mai – ma se ne parla comunque quanto un 8,0 in Turchia). Infine c’e’ la disfunzione sociale di questa non-citta’ infinitamente atomizzata e assolutamente incapace di  costruire un identita’ collettiva . In  questa citta’ automobilistica, oltre alle catastrofi, le esperienze condivise sono quasi sempre legate all’autotrasporto; come il recente trasbordo di un gigantesco macigno al museo d’arte  progettato dal land artist Micahel Heizer e prossimamente l’attraversamento notturno dello space shuttle diretto al museo delle scienze. Anche per lo shuttlapoclypse  sono attese folte  folle lungo il percorso  e abbondanti chiusure stradali – manca solo  il trailer.