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Napoli centrale

Caricati i lavoratori della Regione

 

Ancora scontri e tensioni per le proteste dei disoccupati Bros che si uniscono alla rabbia dei dipendenti regionali Astir e Arpac da quattro mesi senza stipendio. In mattinata infatti il corteo per chiedere alle istituzioni di intervenire si è trasformato in un inferno fatto di cariche, manganelli e panico tra i manifestanti. Il bilancio è di quattro arresti (3 dipendenti dell’Astir e una disoccupata), una donna trasportata d’urgenza in ospedale e diversi contusi.

Dalla questura affermano di aver tentato una mediazione e chiesto a lavoratori e Bros di non occupare l’angolo tra via Medina e via San Felice, perché bloccando un’arteria vitale per il traffico cittadino si manda in tilt la viabilità. La reazione violenta dei poliziotti sarebbe arrivata dopo che la folla ha rovesciato cassonetti e sparso immondizia per strada. Ma dai manifestanti la versione è diversa: “Non si può chiedere a una protesta di essere ragionevole e non dare fastidio – spiega una manifestante – l’hanna firnì con la repressione”. E proprio durante le cariche una donna finita schiacciata nella calca dei tafferugli è svenuta ed è stata soccorsa dall’autoambulanza del 118. Sconcerto anche tra i lavoratori delle agenzie regionali per l’ambiente che chiedono con forza alla giunta Caldoro il pagamento degli stipendi e anche la consegna dei buoni pasto in arretrato da 10 mesi. Non solo. I dipendenti vogliono anche certezze sul loro futuro, in una regione come la Campania devastata dalle ecomafie che di bonifiche e ricerche ambientali ne ha vitale bisogno. Nel pomeriggio a piazza Municipio due esponenti del sindacato lavoratori in lotta sono anche saliti sulla gru del cantiere per la metropolitana annunciando l’intenzione di restarci finché non saranno ascoltati dalle istituzioni. “Questi arresti e cariche – scrivono i Bros in una nota – seguono una strategia politica e repressiva messa in atto, barbaramente, dalla attuale classe politica, la quale, dopo aver scaturito una crisi economica e sociale con la complicità di imprenditori, banchieri e mercati speculativi, vogliono aggredire le garanzie di chi ancora oggi difende il proprio posto di lavoro e cerca di annientare ogni forma di dissenso di chi un lavoro non ce l’ha e vuole superare il proprio stato di precarietà e disoccupazione”.