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FranciaEuropa

Carcere per i sindacalisti

E’ una sentenza inedita. Per la prima volta in Francia, dei sindacalisti sono stati condannati al carcere – una pena di 9 mesi, più 15 mesi con la condizionale – con l’accusa di aver “sequestrato” per una trentina di ore due dirigenti della Goodyear nel loro ufficio. Tra i condannati c’è anche Mickael Wamen, il leader Cgt della fabbrica Goodyear di Amiens Nord. I fatti sono avvenuti il 6 e 7 gennaio 2014. La direzione aveva annunciato la chiusura definitiva della fabbrica, dove i lavoratori stavano lottando da sette anni per conservare il posto di lavoro di fronte alla proprietà statunitense, decisa a liquidare il sito. Wamen denuncia una “decisione politica”, che “permette al governo cosiddetto socialista di far capire ai salariati che devono tacere di fronte alla regressione sociale”. Per il tribunale, in Francia non si deve più “tollerare, in uno stato di diritto, anche in un contesto sociale difficile” che i lavoratori “si facciano giustizia da soli” (pensando, probabilmente, ai recenti fatti di Air France, con la camicia strappata di due dirigenti). Per Philippe Martinez, segretario della Cgt, “è un messaggio forte che va nella cattiva direzione dato dal governo ai lavoratori che lottano per conservare il posto di lavoro”. Secondo l’avvocato dei lavoratori condannati, “è a causa della loro posizione di sindacalisti che sono state scaricate sulle loro spalle tutte le responsabilità dei fatti”, mentre  in realtà non ci sarebbero “prove” concrete. Wamen sostiene di essere intervenuto, in una sala stracolma, per evitare aggressioni fisiche dei due dirigenti “sequestrati”. La direzione della Goodyear e i due diretti interessati, del resto, avevano ritirato la denuncia, ma la Procura, che dipende dal ministero della Giustizia, ha proseguito la procedura.

I condannati hanno fatto appello della sentenza (che è sospensivo della pena). La Cgt promette una “grande mobilitazione nazionale” per l’udienza di appello, perché “non lascerà imprigionare i propri militanti”.