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Bar Condicio

Cara iena, lei non sa chi sono io. E neanche chi è lei, lui, lei

Piazza Montecitorio, oggi pomeriggio. Iena: ‘Scusi lei è onorevole?’, Io: ‘No, sono un collega’. E subito mi è venuto in mente il motivetto del programma che fa ‘questa è proprio una caaaa una grande cazzaaaaata’. Eh sì, avevo detto una cazzata, il che, peraltro, non è un fatto del tutto inusuale. Non siamo colleghi per due motivi, la iena non è una giornalista e io non sono una iena, magari un altro tipo d’animale sì, ma iena proprio no. Un qualsiasi cronista parlamentare con un minimo di professionalità non avrebbe mai posto quella domanda. Avrebbe puntato l’obiettivo, sapendo bene chi fosse, e sarebbe partito con le domande, ficcanti o meno non lo so, ma con un minimo di senso. In piazza Montecitorio non è raro imbattersi in cronisti d’assalto (credono loro) che piombano all’improvviso sul malcapitato parlamentare e non gli fanno domande, ma lo interrogano. Domande di cultura generale o a trabocchetto. Naturalmente va in onda solo se risponde male. Sempre che si riesca a sapere chi sia il parlamentare intervistato. Non è raro, infatti, che alla fine dell’intervista, a telecamere spente, venga chiesto ‘scusi ma lei chi è’?. ‘Sono un effetto perverso della spettacolarizzazione della politica’ è la risposta. Distinguiamo tra finto giornalismo d’inchiesta e satira, che pure si fa a Montecitorio. Basta chiedere a Gianpaolo Fabrizio, il finto Vespa di Striscia la Notizia. Informato sui fatti e preparato sui temi politici del giorno, non lascia scampo alla sua ‘vittima’. Ecco, quello ha un senso. Cin!