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FranciaEuropa

Cantona e le banche: pochi risultati ma vera questione

Non ci sono state le code di fronte agli sportelli bancari, oggi, 7 dicembre, giorno che era stato scelto da un gruppo franco-belga che ha dato vita al sito bankrun2010.com in seguito a una proposta dell’ex calciatore oggi attore Eric Cantona: ritiriamo i soldi depositati in banca, cosi’ il sistema crollerà (il giorno 7 è stato scelto in onore di Cantona il rosso, che nel Manchester United giocava con il numero 7). Né in Francia, dove 30mila internauti avevano affermato di aver aderito al programma, né altrove (Spagna, Iralanda, Belgio, Portogallo, Gran Bretagna, i paesi dove l’idea aveva preso di più) non si è ripetuta la corsa a ritirare i risparmi che aveva portato al crollo della Northern Rock in Inghilterra all’inizio della crisi finanziaria (allora la motivazione era il panico di perdere tutto). 

Ma Cantona ha sollevato una vera questione. Le banche fanno il bello e il cattivo tempo, hanno portato il mondo sull’orlo dell’abisso e adesso battono cassa minacciando il crollo definitivo: in Europa, nel solo 2009 le banche hanno ricevuto prestiti dagli stati per 1100 miliardi di euro, 4589 miliardi tra il 2008 e il 2010. Nel frattempo, le popolazioni, dalla Grecia all’Irlanda, alla Spagna e al Portogallo, i paesi più nella tormenta, ma anche in Francia, sono chiamate a stringersi la cinghia e a pagare il conto della crisi. L’appello del sito bankrun2010.com voleva semplicemente “sensibilizzare l’opinione pubblica sul funzionamento del sistema monetario”, su cui i cittadini non hanno nessun controllo. Ma potrebbero averlo: “poiché gli scioperi e le manifetsazioni non servono più a niente – scrivono i due fondatori del sito, la scenografa belga Géraldine Feuillien e l’attore-regista francese Yann Sarfati – poiché qualunque cosa facciamo non veniamo ascoltati e poiché qualunque cosa facciano lo fanno senza consultarci, abbiamo deciso di colpire il sistema nel suo organo più vitale – il sistema bancario”.

Secondo Attac, “questa iniziativa trova una vera eco presso dei cittadini atterriti nel vedere dei piani di austerità dilagare in Europa con la scusa che bisogna rassicurare i mercati finanziari e salvare le banche”. Il collettivo dal nome ironico Salviamo i ricchi! ieri ha messo in atto il programma di Cantona: un gruppo è andato a uno sportello della Société Générale a Parigi vestito da carcerato e dopo aver ritirato dei soldi li ha investiti al Crédit coopératif, una banca etica. Nel tardo pomeriggio, invece, non si avevano ancora notizie precise del grosso ritiro di denaro che aveva promesso Cantona da uno sportello del Crédit Agricole nel paese di Albert nella Somme (dove sta girando un film). Una ministra ha preso in giro il calciatore, accusando la moglie di aver girato una pubblicità per una banca non certo etica. Da destra, ma anche da sinistra, in molti si sono sentiti in dovere di intervenire, accusando Cantona di irresponsabilità. E’ intervenuto persino Jean-Claude Juncker, presidente dell’eurogruppo, definendo l’appello dell’ex calciatore “totalmente irresponsabile”. Ma il panico che sembra aver invaso le sfere dirigenti la dice lunga su un potere che i cittadini del XXI secolo hanno in mano e che non sanno ancora usare fino in fondo. “L’idea di prendercela tutti assieme con i mercati finanziari è evidentemente seducente, questo desiderio di rivoluzione mi piace  – ha commentato Olivier Besancenot, dell’Npa – ma in realtà molti di coloro che potrebbero sognare di farlo non hanno per forza dei soldi sul loro conto…”.