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losangelista

Campagna Globale

– Se non le dispiace allora, anche qui, e qui, un colpetto ce lo daremmo…

Mitt Romney al muro del pianto a dichiarare che sotto una sua amministrazione, se Israele avesse voglia di bombardare Teran, ma neanche il bisogno di una telefonata, ci macherebbe, si accomodino. Poi fund-raiser reserve’ per miliardari al King David Hotel per rimpinguare i forzieri repubblicani con infusione di cash oltranzista (il GOP quest’anno pensa di poter sottrarre fino al 20% del voto ebraico ai democratici – e sarebbe un colpaccio). Intanto in Euroland Draghi sbroglia d’incanto al matassa Euro e brinda con Timothy Geithner, l‘uomo economia cioe’  di colui che ha piu’ da perdere (a parte i cittadini erupoei naturalmente) da un collasso dell’eurozona: Barack Obama che sui default del vecchio continente si gioca la ripresa e la rielezione. Mettici pure Michelle sulla passerelle mondano-politiche della swinging olympic London e scommettersti che la campagna per la presidenza americana e’ ormai come non mai veramente globale e si gioca a Tel Aviv e Bruxelles quasi quanto a Cleveland o Miami.