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losangelista

California: l’onda rosa

Kamala Harris

Abbiamo gia’ scritto qui della marea  femminile che ha investito la politica californiana, un’onda democratica sepculare e opposta all’avanzata repubblicana su scala nazionale.  Ieri si e’ completata con la certificazione della vittoria di Kamala Harris nell’elezione a  attorney general, l’influente carica di procuratore generale dello stato. La conta dei voti nella gara contro il repubblicano Steve Cooley  e’ stato un  testa a testa che si e’ protratto per tre settimane prima che il vanataggio di Harris risultasse insormontabile e i democratici potessero aggiudicarsi l’emplein di ogni carica elettorale dello stato. Molte di queste comprese i due seggi al senato sono ora ricoperte da donne a cui si aggiunge la Harris, prima donna (di discendenza giamaicana e indiana)  attorney general e perdipiu’ opposta alla pena di morte. Come “minsitro della giustizia” dello stato la Harris potrebbe influire su molte questioni giuridiche comprese quelle dei diritti di gay e immigrati. La sua elezione deve essere letta come una vittoria anche, lo ripetiamo, di una societa’ eterogenea e multietnica sulla paranoia conservatrice di un elettorato in maggioranza maschio e bianco che ha prodotto la recente ondata repubblicana negli stati “rossi”.

  • Murmillus

    Direi che la cosa piu’ interessante e’ stata la elezione di Jerry Brown a governatore della California. Gia, due volte governatore sindaco di una delle citta’ con maggiore delinguenza, Attorney General prima della sua ultima elezione. Anziano, democratico, cattolico progressista, contrario alla pena di morte. Forse qualcosa cambia nel profilo politico americano. La sua elezione poi dimostra che non e’ necessario essere giovani per avere un seguito, ma avolte e’ piu’ importante avere idee.

  • Darwin Pastorin

    CARO LUCA, LEGGO I TUOI COMMENTI LE TUE IMPRESSIONI LE TUE NOTE DAGLI USA SEMPRE CON PIACERE E INTERESSE. CIAO, UN SALUTO, DARWIN