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losangelista

California Colf

"Nanny" californiana con avvocato

Nel lessico elettorale anglosassone di era globalizzata il nanny-gate e’ un neologismo ormai acquisito. Dicesi cosi’ infatti lo scandalo che puo’ deragliare le fortune politiche di un candidato con la rivelazione che l’interessato/a ha avuto nel suo impiego una collaboratrice domestica non messa in regola o peggio immigrata clandestinamente. Il primo nannygate risale al 1993 quando la rivelazione affossa la nomination di Zoe Baird, che Bill Clinton voleva come attorney general. Disgraziatamente quella che sarebbe dovuta essere il primo ministro di giustizia donna aveva impiegato per la cura della figlia una tata peruviana senza permesso di lavoro, fatto usato dalla considerevole opposizione repubblicana per terminare ogni sua speranza di ratifica. Incredibilmente la candidata di ripiego per la posizione, la giudice federale Kimba Wood, inciampo’ in esattamente lo stesso problema e Clinton dovette riesaminare lo “stato di colf” di ogni aspirante a cariche nella sua amministarzione prima di scegliere Janet Reno. Si tratta di un insidia rigorosamente bipartisan che ha fatto vittime anche fra repubblicani: colf clandestine costarono a Bush un ministro del lavoro e quello per la sicurezza interna. Ora una donna di servizo sans-papier minaccia il candidato repubblicano a governatore dela California. La corsa al campidoglio di Sacramento e’ un confronto classico fra Meg Whitman liberale confindustrialista ex presidente di eBay e il settantenne Jerry Brown ex governatore negli anni 70 , “laburista” democratico di scuola welfare sullo sfondo delle ceneri fumanti di uno stato ridotto allo stremo fiscale dal tracollo finanziario. L’immigrazione naturalmente e’ all’ordine del giorno come tema altamente “emozionale”, Brown possibilista sull’integrazione e Whitman intransigente sulla deportazione del milione di residenti clandestini. La campagna si stava giusto scaldando quando ecco propizia ( e strategica) la rivelazione della colf illegale di Whitman che minaccia ora le sue possibilita’ forse anche piu’ della maggioranza democratica dello stato, anche perche’ gli ispanici come al solito sono elettorato determinante. Tanto per dare l’idea la questione e’ stata a centro dell’ultimo dibattito fra i due avversari – condotto in spagnolo davanti a pubblico e giornalisti ispanici, con i candidati tradotti simultaneamente. Bienvenidos a California!

Meg Whitman e Jerry Brown