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California Apocalypse

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La proposta di Arnold Schwarzenegger di svendere pezzi di patrimonio per tappare i buchi di un bilancio ormai in  brandelli si distingue dall’ordinaria amministrazione solo, come hanno rilevato alcuni , “per l’odore di disperazione che emana”. La cartolarizzazione  di “monumenti” come lo stadio Coliseum di Los Angeles e il carcere di S. Quentin (splendido immobile, vista imperdibile sull baia, braccio della morte con cella funzionanate per le esecuzioni) e’ logica estensione infatti di 30 anni di prevalente retorica  antigovernativa. Ne parlo con Sherri  Bebitch Jeffe – il suo ufficio nel dipartimento di policy studies della USC –e’ proprio accanto allo stadio in vendita, dove gioca la squadra di football della prestigiosa universita’. “Tutto risale francamente alla famigerata prop 13”, mi dice. “Il referendum che nel 1978 pose un una soglia invalicabile alle tasse di proprieta’”.  Quegli “ICI” che erano tradizonamente a disposizone delle amminstrazioni locali per finanziare i servizi primari e in particolare l’educazione. Quella pubblicamente sovvenzionata  in California aveva la reputazione di essere la piu’ accessibile e fra lemigliori in America. L’inversione ‘filosofica’ promossa dalla “rivolta fiscale” californiana accese la miccia di un movimento conservatore nazionale che avrebbe di li a poco portato alla casa bianca un certo ex governatore californiano, Ronald Reagan, inaugurando un’era di deregulation che dopo 30 anni ci ha regalato l’attuale implosione finanziaria. Il cerchio ora si chiude e la California si trova con un buco di $20 miliardi, tagli all’osso in una rete sociale gia’ a pezzi e un gettito fiscale in picchiata per effetto  della crisi. Soprattutto con le mani legate da leggi capestro dell’era liberista che vietano perentoriamente di alzare le tasse senza una maggioranza di 2/3 – lasciando in pratica all’esigua minoranza repubblicana il perenne diritto di veto. Nel tentativo disperato di tamponare la falla, Schwarzy va promuovendo da settimane un referendum d’emergenza che autorizzerebbe, crediti, emissione di titoli  e altre cartolarizzazioni  per portarsi avanti di qualche mese (o almeno fino al termine del suo mandato). Si vota martedi’ ma i sondaggi dicono che non passera’. A quel punto si spalanchera’ la voragine: 5000 dipendenti pubblici licenziati, altri $3 miliardi tolti alle scuole, anno scolastico accorciato di una settimana, forse 40000 detenuti scarcerati, declassamento  del Golden State nei ratings finanziari. Il capolinea di un concetto disfunzionale di amministrazione pubblica creata da 30 anni di vangelo liberista.