closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
FranciaEuropa

Burqa proibito: la legge è pronta

Michèle Alliot-Marie, ministra della giustizia, ha già pronto il progetto di legge per proibire il velo integrale da tutte le strade di Francia. Lo rivela Le Figaro: la legge avrà due articoli, il primo che stabilisce che “nello spazio pubblico nessuno potrà portare abiti che dissimulino il volto”, con una multa di 150 euro per chi non lo rispetta e un secondo articolo che aggrava a 1500 euro la multa e minaccia il carcere fino a un anno per chi obbliga una donna a velarsi. La legge non dovrebbe fare nessun riferimento esplicito all’islam e prevedere pene legere per le donne, proporre uno stage di cittadinanza con mire padagogiche perchè chi porta il velo rinunci di sua spontanea volontà. Il testo verrà presentato in consiglio dei ministri il 19 maggio e poi discusso dall’Assemblea entro luglio e dal Senato a settembre. I presidenti di Assemblea e Senato (entrambi dell’Ump, il partito di Sarkozy) hanno ottenuto dal governo la rinuncia alla procedura d’urgenza per una legge che, anche a destra, molti ritengono non così urgente, visto che, secondo i dati raccolti dai servizi, non ci sarebbero attualmente in Francia più di 2mila donne con il velo integrale (ci dovranno poi essere de decreti di applicazione, per evitare, per esempio, che anche i motociclisti con il casco si ritrovino in continua infrazione). 

I sondaggi, che dicono che il 70% dei francesi è d’accordo per proibire burqa e niqab dallo spazio pubblico, stanno gettando il Partito socialista nella confusione. In un primo tempo, il Ps aveva affermato di essere disposto a discutere solo di un testo che rispetti i paletti posti dal Consiglio di stato, che ha messo in guardia sulla possibile incostituzionalità di una legge generale (che può venire impugnata in nome delle libertà fondamentali). Ma adesso il Ps non esclude più di votare la legge dell’Ump, con la sola condizione che “sia concretamente applicabile”. Nel dettaglio, i sondaggi dicono che il 60% dell’elettorato socialista è favorevole alla proibizione. Alcuni deputati si sono detti pronti a votare a favore del testo. La segretaria Martine Aubry ha così lasciato aperta la porta alla possibilità di un voto che riunisca maggioranza e opposizione, come era stato il caso nel 2004 con la legge che proibisce i segni ostentatori di appartenenza religiosa a scuola. Paradossalmente, la principale opposizione al testo sul burqa viene dall’ala dell’Ump rimasta fedele all’ex primo ministro Dominique de Villepin. “Pretendere oggi che il burqa sia un argomento importante significa prendere in giro l’opinione pubblica” afferma un fedele di Villepin, che accusa Sarkozy di “irresponsabilità”, sospettato di voler solo correre dietro all’elettorato di estrema destra.