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Anziparla

Buone notizie dal Muro del Pianto

Ci sono buone notizie dal Muro del Pianto, a Gerusalemme. Di questa storia ho scritto un po’ di tempo fa, qui sotto. La questione è molto complicata e molto semplice allo stesso tempo. Al Kotel, il luogo sacro per gli ebrei al Muro del Pianto, ci sono diverse sezioni, una delle quali riservata alla donne. Ma qui le donne, pur lontano dallo sguardo maschile, non possono fare quel che fanno gli uomini. Dal 1988 il gruppo “Women of the Wall” (WOW) si ribella contro il regolamento tradizionale e la legislazione israeliana, che prevede la divisione di genere al Muro del Pianto e stabilisce, all’interno della sezione femminile dedicata alla preghiera, una serie di severe restrizioni: le donne non possono indossare il talled (scialle), i tefillin (astucci che si portano durante la preghiera) e la kippah (copricapo); e non possono nemmeno leggere e pregare ad alta voce collettivamente.

Anche questo mese, ci sono stati degli scontri e tre ebrei ultraortodossi sono stati arrestati. All’aggressione hanno partecipato anche gli studenti delle yeshivot, scuole dove si studiano Torah e Talmud. Ma non solo: anche molte studentesse. Donne mandate contro altre donne. C’è però una buona notizia. Lo scorso 24 aprile, con una sentenza storica, la Corte distrettuale di Gerusalemme ha deciso di rilasciare alcune donne che erano state arrestate perché avevano pregato ad alta voce indossando gli abito rituali riservati agli uomini. La Corte ha stabilito che le donne che indossano lo scialle al Muro non trasgrediscono gli “usi locali”, non turbano l’ordine pubblico e, dunque, non devono essere arrestate. Il procuratore generale israeliano Yehuda Weinstein ha fatto sapere (dopo lunghe consultazioni) che non dovrebbe essere presentato alcun ricorso contro la decisione della Corte. Di fatto viene ristabilita una sentenza della Corte del 2002, poi modificata per ragioni di ordine pubblico nel 2003 a causa di una dura reazione degli haredim.