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Napoli centrale

Bros: perquisizioni e interrogatori

 

Blitz della polizia all’alba nelle case e nei centri sociali dei disoccupati organizzati. Rivoltate come un calzino 15 abitazioni, confiscati pc, documenti e volantini, mentre diversi esponenti dei movimenti storici di Acerra e Banchi nuovi sono stati portati in procura per essere interrogati. L’iniziativa della magistratura arriva dopo due settimane dall’imboscata che i senza lavoro avevano tirato a Luigi De Magistris, quando il sindaco era stato bloccato e insultato davanti a una scolaresca perché secondo i disoccupati non avrebbe garantito corsie preferenziali alle liste nella raccolta differenziata. Ma il procuratore aggiunto Giovanni Melillo precisa che l’inchiesta sui gruppi organizzati è iniziata da almeno un anno per verificare se “blocchi ferroviari, lesioni personali, danneggiamenti ed incendi, invasioni di edifici, violenze private siano o meno espressione di strategie criminose finalizzate ad un uso ricattatorio della violenza di piazza di gruppi organizzati che non si battono per l’affermazione di diritti ma apertamente pretendono il mantenimento di promesse, o presunte tali, ricevute nel quadro di pluriennali ed ambigue relazioni politico-clientelari”. Immediata la risposta dei diretti interessati che parlano di repressione e di criminalizzazione : “Noi non facciamo altro che portare avanti una vertenza come fa Alenia e Ansaldo – spiegano – . Noi non siamo sindacalizzati, ci siamo sempre seduti intorno ad un tavolo e ci siamo confrontati. La nostra è una vertenza che sta in piedi da ben 14 anni e dopo 14 anni abbiamo il diritto di avere delle risposte”. Dalla loro parte si è schierato l’ex Pd e ex assessore al lavoro di Bassolino, Corrado Gabriele uno dei fautori del corso di formazione organizzato da regione e governo (anche per la raccolta differenziata) dei Bros, acronimo di Budget per il reinserimento occupazionale e sociale. Non criminalizziamo i disoccupati organizzati dice sostanzialmente Gabriele, ma offriamo risposte. “In Campania in questi ultimi 18 mesi – attacca l’attuale consigliere regionale del gruppo misto – all’aggravarsi della crisi economica e produttiva, la giunta ed il consiglio regionale hanno risposto cancellando il reddito di cittadinanza a 30.000 famiglie bisognose, il sussidio di disoccupazione a 4000 disoccupati di lunga durata e il programma di reinserimento per centinaia di ex detenuti, abrogando l’articolo 34 della legge sul lavoro per la stabilizzazione degli lsu”.

La questione è complessa anche perché nell’intera regione, secondo gli ultimi dati Istat, il tasso di disoccupazione è al 13%, la Campania in Italia è fanalino di coda battuta solo da Sardegna e Sicilia. Quindi non si tratta solo dei 3500 disoccupati del progetto Bros, ma di una programmazione che dovrebbe portare alla ripresa occupazionale nell’intero territorio. Basti pensare che a Napoli nel 2010 all’ultimo concorso comunale hanno partecipato in 100mila per soli 534 posti disponibili.