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FranciaEuropa

Bretagna: scontri tra operai assunti e licenziati

La polizia è intervenuta stamattina per sgombrare il blocco che alcuni operai licenziati avevano organizzato di fronte al macello Gad di Josselin, nel Morbihan. Ci sono almeno due feriti. Ieri, di fronte a questo sito ci sono stati scontri tra operai dello stesso gruppo Gad: dei lavoratori di Josselin, usciti dal macello in abito da lavoro bianco, hanno cercato di sfondare il cordone di operai del sito sacrificato della Gad a Lampaul-Guimilau, nel Finistère, che, vestiti di nero, si erano recati dagli ex compagni di lavoro per chiedere solidarietà.

Le tristi immagini di questo scontro fisico tra operai possono essere visti su vari siti, tra cui: www.huffingtonpost.fr/2013/10/23 o www.lemonde.fr/emploi/article/2013/10/22

La società di macellazione porcina Gad, di proprietà al 65% della cooperativa agricola Cecab, è in crisi, sotto amministrazione giudiziaria da febbraio. L’11 ottobre, una sentenza del tribunale del commercio di Rennes ha convalidato il piano di chiusura del sito di Lampaul-Guimilau e il conseguente licenziamento di 889 persone. Una sessantina di questi operai hanno cercato di bloccare l’uscita dei camion con la carne macellata dall’altro sito del gruppo, a Josselin, che la società ha deciso di salvare. Ma 400 lavoratori sono usciti dal macello, per sgombrare il passaggio. L’esasperazione dei lavoratori del sito sacrificato di Lampaul ha raggiunto il massimo quando hanno constatato che Gad aveva assunto a tempo determinato degli stranieri, un centinaio di rumeni, per trasportare l’attività dal sito dismesso a Josselin. La direzione ha ammesso queste assunzioni temporanee ma sostiene che i rumeni sono pagati con lo Smic, come i francesi, cosa che i sindacati locali contestano. “E’ dumping sociale – afferma Marc Détivelle di Force ouvrière – ci si chiede se in Francia piuttosto che cercare di combattere, come il governo aveva promesso, non abbiano deciso di approfittare della situazione”. Per Détivelle, “abbiamo perso la battaglia del lavoro, ci gettano in strada come degli straccioni”. Secondo il sindacalista, la reazione violenta dei lavoratori di Josselin è assimilabile a “una milizia padronale”, mentre un operaio di Josselin spiega: “ho bisogno di mangiare, voglio lavorare, quello che succede non è colpa mia” . I lavoratori licenziati chiedono “il riconoscimento del lavoro fatto. Per rilanciare il sito di Josselin i lavoratori di Lampaul hanno dovuto fare una croce sopra alla partecipazione, cioè circa 15 milioni di euro – afferma Détivelle –  reclamiamo la restituzione di questa somma nel quadro delle indennità di licenziamento”. La Gad intende soltanto versare 197 euro a testa, per anno di lavoro, agli 889 che hanno perso il posto, cioè meno di 5mila euro per 20 anni di anzianità.

Il governo è in difficoltà. Il primo ministro Jean-Marc Ayrault ha promesso un intervento a favore della Bretagna, dove ci sono 3mila licenziamenti in corso nel settore agro-alimentare. Il ministro dell’agricoltura, Stéphane Le Foll, afferma di essere alla ricerca di investitori per re-industrializzare il sito di Lampaul. Arnaud Montebourg, ministro del rilancio produttivo, accusa la Germania di essere la causa della crisi dell’occupazione nel settore agro-alimentare bretone: “assumono operai a 400 euro al mese” ha affermato, mettendo cosi’ fuori mercato la produzione francese, che in effetti sta perdendo terreno rispetto ai tedeschi. La Bretagna, regione di tradizione cattolica dove i Fronte nazionale è molto basso,  aveva votato massicciamente per Hollande alle presidenziali.