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Rovesci d'Arte

Brasile, 40 architetti ridisegnano le favelas

 

La Coppa del mondo del 2014 e le Olimpiadi del 2016, vinte dalla città di Rio de Janeiro, hanno dato vita a un pullulare di progetti per la riconversione urbana delle parti meno «nobili» delle metropoli brasiliane, le favelas. Le affollate baraccopoli che si distendono per chilometri sono diventate il laboratorio di studio per 40 architetti e per ben 86 proposte di «mutamenti» raccolte sotto il tit

olo del concorso «Morar carioca». La dead line è il 2020 e 215 sono le favelas interessate dal piano di reintegro e riordinamento urbano. Il budget è di quelli seri: corrisponde a 3600 milioni di euro. Le idee vincenti sono tutte d’accordo su un punto fondamentale: bisogna intrecciare le favelas con la città, dare una cittadinanza vera ai suoi abitanti. Naturalmente, cambiando le condizioni disumane di esistenza. Le proposte degli architetti mirano a creare spazi comunitari – piazze, palestre, servizi – ma anche a ricolorare attraverso l’arte i quartieri. Il progetto di Jacira Farias, per esempio, offre molti luoghi dove incontrarsi per esorcizzare un territorio dove tutti hanno paura e hanno difficoltà a frequentare spazi pubblici in quel mondo dominato dalla violenza. Le squadre di architetti al lavoro saranno affiancate anche da sociologi, ingegneri e professionisti vari. La scommessa è di quelle ardue: trasformare un ghetto in una città con un suo respiro, con l’utopia di renderle vivibili e quindi meno «criminali».

  • Angelo

    dove andranno ad abitare “nel frattempo” gli occupanti delle favelas prima di restituirli ad una “cittadinanza vera” ?
    Grazie

  • Iblis

    Vorrei sapere quali sono i 40 architetti…