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Nuvoletta rossa

Bone notizie

Suggestioni dark da romanzo sword and sorcery, rotondità Disneyane à la Carl Barks, e per completare il quadro un cocktail di fantasia e humour surreale che sembra preso di peso dalle opere vintage di Jean Giraud alias Moebius: è molto lontano dalla media dei comic-book americani il Bone di Jeff Smith, una saga apprezzata da cartoonist agli antipodi come il sanguigno Matt Groening de I Simpson e l’anarcofascista Frank Miller di Batman: il ritorno del Cavaliere Oscuro. Eppure, nonostante il plauso unanime di tutti i lettori che contano, nonostante il profluvio di premi e nomination raccolte dal momento dalla sua uscita a oggi, in Italia Bone è rimasto un prodotto di nicchia. Uno status dovuto alle peculiarità di un mercato che non si è mai dimostrato troppo tenero nei confronti di proposte transgender perdute nella terra di nessuno fra avventura e humour, e ha masticato e sputato senza battere ciglio icone dell’immaginario come TinTin o chicche della controcultura come gli spettacolari The Fabulous Furry Freak Brothers di Gilbert Shelton. Ma parte della responsabilità va anche agli editori che in questi anni hanno tentato di proporre al pubblico italiano la bella maxiserie di Jeff Smith. Piccoli editori come Macchia Nera o Lexy Edizioni, ma anche colossi come Panini Comics. Fieri di poter sfoggiare questo piccolo classico della comic art Anni 90, ma sostenuti da un pubblico troppo popolare per apprezzare fino in fondo la poetica di Smith.

Bone © Jeff Smith 2012

A fine 2011, la patata bollente è passata alla Bao Publishing di Michele Foschini e Caterina Marietti, una realtà giovane, ma dotata di ottimi muscoli, con una linea editoriale adulta ma non seriosa che va da Makkox a Arthur De Pins a Joe Simon e Jack Kirby e un gran talento per le limited edition di qualità. Ne sono uscite una sventagliata di edizioni definitive una più ricca e completa dell’altra, le strenne ideali per gustare questo fluviale romanzo on the road nella sua forma migliore, cioè in soluzione unica. A un estremo c’è la versione da 35 euro. Un prezzo non bassissimo, ma pienamente giustificato dalle 1.344 pagine di foliazione, dalla nuova traduzione e dall’apparato critico fornito da Neil Gaiman, il romanziere e sceneggiatore inglese di Sandman e Coraline. All’altro estremo, la lussuosissima Phoney Bone Edition, prodotta in sole 101 copie al prezzo di 101 euro, rilegata in tela e completata da una serigrafia a colori numerata e firmata personalmente dall’autore, vero evento fumettistico del Natale 2011 e ormai ridotta a una manciata di copie. E nel mezzo, due edizioni variant stampate rispettivamente in 600 e 299 copie allo stesso prezzo di quella popolare. Basterà per restituire lustro e vendite a un’opera che Time Magazine ha eletto fra i migliori fumetti di sempre? Chissà.

A fare la differenza, comunque, non è la confezione, ma la storia picaresca raccontata da Jeff Smith. Quella dei cugini Bone, tre omini buffi a metà fra i Puffi di Pierre Culliford in arte Peyo e il Pogo di Walt Kelly. Cacciati dal remoto villaggio di Boneville, i tre si ritrovano persi in una vallata densa di personaggi fiabeschi, un autentico bestiario in cui convivono draghi, rattodonti (?) assetati di sangue, bellissime principesse guerriere, cimici parlanti e altre creature curiose. In superficie c’è una solida e godibile trama fantasy centrata sulla lotta fra i “buoni” capitanati dalla bella Thorn e dai fratelli Bone e i “cattivi” al soldo del perfido Signore delle locuste. Ma sotto la crosta della fruibilità immediata c’è un sostrato di citazioni e riferimenti che vanno dal Moby Dick di Melville a Simboli della trasformazione di C.G. Jung a Il Signore degli Anelli di Tolkien, senza dimenticare i fumetti e i cartoon ambientati nell’america rurale del bel tempo che fu, da Krazy Kat al primo Mickey Mouse di Walt Disney e Ub Iwerks, fino al Li’l Abner di Al Capp. Un piatto ricchissimo, ma insospettabilmente lieve, da gustare senza riserve e senza limiti d’età.