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Bomba a Brindisi, prudenza e dolore bipartisan

Monti dal G8: «Un atto senza precedenti, l’eversione non ritornerà». Napolitano elogia la reazione delle piazze.

Per una volta le parole e i gesti sono stati più forti del dolore immenso che come un fulmine si è propagato in un sabato assolato in tutta Italia. Tanto più cauti istituzioni e inquirenti, tanto più forte il segno di migliaia di persone scese spontaneamente in tutte le piazze d’Italia. Una giornata di democrazia e di sangue.

In cui poche ore dopo l’attentato di Brindisi, si sono insediati i seggi elettorali per il secondo turno delle amministrative che riguarda 4 milioni di italiani.

Da Camp David, impegnato nel G8, Mario Monti segue indagini e reazioni in Italia. «Queste povere ragazze e ragazzi – dice il presidente del consiglio – sono vittime di un atto senza precedenti come inciviltà». Il governo – assicura – intende operare «con fermezza e determinazione nel contrasto ad ogni tipo di criminalità e favorire la massima coesione di tutte le forze politiche e sociali per prevenire il ritorno nel nostro paese di tentazioni eversive».

Bandiere listate a lutto fino a martedì. Ieri sera in molte città italiane sono rimasti chiusi cinema e teatri. Annullata anche la «notte dei musei».

Per un giorno, i toni da campagna elettorale tacciono e le divisioni tra le forze politiche sfumano. Senza sfociare subito, stavolta, nel ritornello dell’unità nazionale a prescindere.

In parlamento e nelle istituzioni le parole chiave sono prudenza, cautela, commozione. La strage pugliese fa il giro del mondo. Tra i primi a esprimere «profonda solidarietà al popolo italiano» è il neopresidente francese François Hollande, anche lui al G8. Dal Quirinale, Giorgio Napolitano è in contatto con Monti e con il Viminale. Il capo dello stato «rinnova l’appello alla vigilanza e al fermo e concorde contrasto nei confronti di ogni focolaio di violenza eversiva». Poi, in serata, dopo la telefonata al sindaco di Brindisi, una seconda nota apprezza «la forte e spontanea mobilitazione della città più colpita e la reazione combattiva e determinata manifestatasi prontamente in tante realtà del paese alla violenza e alla minaccia di qualsiasi matrice» sia.

Nessuno, né tra i pm né tra i politici si sbilancia su origine e movente di un attentato così efferato. Massimo D’Alema, presidente del Copasir, ha convocato per giovedì il sottosegretario ai servizi segreti Gianni De Gennaro.

Antonio Di Pietro è l’unico big di partito a rompere la consegna della prudenza: «O la stronchiamo immediatamente questa fase terroristica, o il nostro paese è destinato a una guerra civile». L’ex pm non ha dubbi: dietro l’attentato di Brindisi «c’è la strategia della tensione che ritorna».

Nichi Vendola è accorso a Brindisi immediatamente ma sull’ipotesi terroristica e la strategia della tensione non si pronuncia. Il presidente della Puglia è terreo: «Mai una mente criminale aveva ordito in Italia una strage di ragazzini», commenta a caldo davanti alla scuola. «I miei occhi vedono ciò che non avrebbero mai voluto vedere. Vedono i segni della strage, gli zainetti, i quaderni, le povere cose di ragazzini e ragazzine che andavano a scuola la mattina. Una strage pensata, programmata. Chi ha confezionato l’ordigno voleva proprio la strage dei ragazzini, voleva nutrirsi di quel sangue innocente. Definirlo bestiale è un eufemismo».

In serata scrive agli studenti di Puglia: «A voi, ragazzi e ragazze che oggi piangete le vittime di questo orrendo crimine, vorrei dire che la migliore risposta a chi semina lutti è coltivare la vita, curare la libertà e la bellezza, usare la cultura come l’antidoto al degrado morale che partorisce la violenza».

Martedì la ministra dell’Interno riferirà in parlamento sui primi risultati delle indagini. Il governo ha inviato più poliziotti e carabinieri nel Salento. E in visita a Brindisi Annamaria Cancellieri non ha avallato nessuna ipotesi: «Sembrerebbe uno scenario diverso dal ’93. Ma qualunque cosa dicessi sulle indagini sarebbe poco serio». Per oggi parlano i giovani che sono scesi in piazza in tutta Italia.

dal manifesto del 20 maggio 2012