closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
FranciaEuropa

Blitz di Greenpeace a Fessenheim

Alle 5,30 del mattino, un gruppo di militanti di Greenpeace, di 14 nazionalità, sono riusciti ad entrare nella centrale nucleare di Fessenheim, in Alsazia, nascosti in un camion di rifornimento. Il blitz intende denunciare non tanto i buchi nella sicurezza della più vecchia centrale di Francia, ma “il rischio che fa correre a tutta l’Europa il nucleare francese”. A due giorni dal Consiglio europeo dei capi di stato e di governo a Bruxelles, dove uno dei temi principali sarà la transizione energetica, Greenpeace vuole ricordare “l’imperativa necessità di una transizione energetica”, in Francia con l’uscita dal nucleare, ma anche in Germania e nell’est europeo con l’abbandono delle centrali a carbone, a favore delle energie rinnovabili. Per Cyrille Cormier di Greenpeace questa è “la sola opzione per una vera transizione energetica creatrice di posti di lavoro e vantaggiosa economicamente”.

François Hollande ha promesso di chiudere Fessenheim entro il 2016. Si tratta di un gesto simbolico, concesso a Edf in cambio dell’aumento di dieci anni – da 40 a 50 anni – della durata di vita delle centrali francesi, ottenuto nel 2011 dall’Autorità della sicurezza nucleare. Greepeace ricorda che non c’è solo Fessenheim, che funziona da 37 anni, ad essere pericolosa. In Europa ci sono 151 reattori nucleari in funzione, 66 dei quali hanno più di 30 anni e 7 più di 40. La Francia ne ha 58, in 19 centrali. Secondo Greenpeace il costo per allungare la vita dei reattori è di 1,4 miliardi di euro ciascuno, una cifra cospicua che potrebbe essere destinata diversamente.

200 poliziotti si sono mobilitati per bloccare l’azione di 56 militanti di Greenpeace, 40 dei quali sono riusciti ad entrare nella zona protetta. Ci sono stati 34 fermi e ancora nel pomeriggio dei militanti erano nella centrale di Fesseiheim. Sono stati dispiegati degli striscioni sulla cupola della centrale: Future is renewable, Stop nuclear”, Stop risking Europe”. Un gruppo di militanti ha dispiegato uno striscione anche sul canale di Alsazia.