closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Rovesci d'Arte

Biennale, una new entry: la Santa Sede

Sono dieci i paesi “nuovi” che entrano a far parte della 55/ma Biennale d’arte di Venezia. Si va dalle Maldive alle Bahamas passando per l’Angola, la Costa d’Avorio e il Kosovo. Ma ce n’è uno in particolare su cui si sono accesi i riflettori: è il padiglione della santa Sede, alla sua prima volta in Laguna. Il Vaticano all’Arsenale, dunque: evidentemente fra dimissioni papali, fumate nere del conclave e pronostici sul futuro pontefice, l’anno 2013 segna un qualcosa di epocale per la Chiesa tutta.

Era stato il cardinal Ravasi ad annunciare l’apertura verso l’arte contemporanea, anzi più di un’apertura, una presenza in proprio. Così aveva affermato in tempi non sospetti, provocando non pochi dibattiti: “La nostalgia del sacro è rimasta però l’unico riferimento alla religione. Si torna sui segni sfregiandoli, ma senza temi alti e grandi narrazioni anche l’arte profana è diventata povera». La frase riprendeva ciò che disse Paolo VI agli artisti, circa cinquant’anni fa.
Ma cosa esporrà la Santa Sede? Ua manciata di artisti saranno chiamati a confrontarsi con temi cosmologici e della creazione, in una specie di revival delle “preoccupazioni filosofiche” che condussero alla realizzazione della Cappella Sistina. Il padiglione sarà ospitato in 500 metri dell’Arsenale, un tempo dedicati alle armerie, restaurati di recente con un milione di euro (soldi del Vaticano). L’usufrutto è per 26 anni. Poi, si vedrà.

biennale arsenale