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Rovesci d'Arte

Biennale Ferrara, le artiste contro la violenza

Apre oggi la XV edizione della Biennale Donna, organizzata dall’Udi. Fino al 10 giugno presso Palazzo Massari sarà di scena la violenza, o meglio, un’acuta denuncia delle ferite sociali inferte al corpo delle donne e non solo. Il percorso proposto dalle due curatrici, Lola Bonora e Silvia Cirelli, promette un’alta tensione emotiva. Innanzitutto per le artiste invitate, che presentano una serie di installazioni dal forte valore politico. La siciliana Loredana Longo ricorda drammaricamente l’incendio in una fabbrica di camicie di New York del 1911 dove persero la vita 146 operaie; la giapponese Yoko Ono mostra il video «Cut Piece» dove fa ridurre in brandelli i suoi vestiti rimanendo nuda sulla scena, mentre la pakistana Naiza H. Khan popola le sale col suo esercito di minacciosi abiti-corazze. Valie Export crea il suo monumento di kalashnikov, una piramide infernale contornata da filmati di esecuzioni e la guatemalteca Regina José Galindo dà il suo corpo in pasto alla brutalità più oscena. Lydia Schouten (Olanda), impressionata dalla criminalità che invadeva le strade di New York durante una sua residenza, riporta notizie di aggressioni e omicidi realmente accaduti durante la sua permanenza americana. Infine, Nancy Spero, che nei suoi disegni evidenzia il sessismo maschile. A partire dai temi della mostra è stato ideato il progetto Quando l’arte interpreta la violenza, rivolto a tutti gli istituti di secondo grado di Ferrara. Le classi coinvolte saranno impegnate a produrre, con diversi linguaggi espressivi (scrittura, pittura, scultura, grafica, fotografia, video e musica), degli elaborati che verranno esposti in municipio in occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza alle Donne (25 novembre 2012). 


  • http://mirkopagliacci@yahoo.it mirko

    ma guarda un pò…sempre gli stessi artisti con le stesse operette pseudo-sensazionalistiche…
    cè chi si spoglia,chi grida ,chi balla….basta cò stè caz….
    donne ..non fatevi umiliare dal gioco del potere del “sistema-arte”