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Rovesci d'Arte

Bic per donne. Scriveranno solo ricette per cucina?

E’ molto divertente la polemica scoppiata (in rete soprattutto) sulla Bic per sole donne. La penna – che evidentemente aveva bisogno di una «rinfrescata» sul mercato può contare anche su un packaging al femminile, spruzzato di rosa, viola e strass. Così la penna a sfera che cambiò il modo di scrivere di milioni di persone fa marcia indietro e sprofonda negli anni Cinquanta. Pensata lo scorso anno, la «Bic for her» ha conquistato l’onore della cronaca in questi giorni di inizio scuola e c’è già chi ironicamente annuncia che «la userà esclusivamente per copiare le sue ricette di cucina». Ma ripercorriamo un po’ la storia di quell’oggetto minimal e rivoluzionario. La prima penna a sfera – che fece rinchiudere in soffitta le raffinate ma non maneggevoli stilografiche – si deve all’ungherese László József Bíró (1899-1985) tanto che mantiene ancor oggi quel cognome a denominarla. Bíró sfruttò l’inchiostro delle rotative per la stampa dei giornali e inserì una lillipuziana sfera metallica nella punta per aiutare la fluidità delle parole da scrivere. Il brevetto risale al 1943 ma poi a prenderne le redini fu un barone francese, tal Bich che la serializzò in «Bic» (via quell’h malandrina che rimandava a espressioni non eleganti proprio all’indirizzo delle signore – bitch, puttana). Gli anni Cinquanta vedono l’ascesa della penna fino allo sbarco in America. Qualche anno fa, è stato

rilevato che quelle penne usa e getta sono state utilizzate da almeno cento miliardi di persone, senza distinzione di ceto, cultura e sesso.

  • Felix

    Le vie del marketing sono infinite…ma a parte ciò, cosa succede qui? C’è un’evidente siccità di rovesci d’arte. E’ per via della stagione estiva? Suvvia signora Di Genova, ci regali altre delizie.

  • arianna

    Gentile Felix, ha ragione: sto come d’autunno sugli alberi le foglie direbbe Ungaretti.. E’ ora di ripartire, ritrovando l’energia perduta…grazie