closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Lo scienziato borderline

Bianca Guidetti Serra e la messa al bando dell’amianto

image

Bianca Guidetti Serra è stata tutto quello che tutti hanno scritto: partigiana, avvocato difensore dei poveri e degli ultimi, compagna.

Io voglio aggiungere il mio ricordo personale, essendomi occupato – fin dal 1990 quando presi servizio al Politecnico – di sicurezza e analisi di rischio e sostanze pericolose.

Bene, i lettori del 2014 stenteranno a crederlo, ma nel 1990 l’amianto in Italia era ancora legale.

La battaglia fino all’ultimo cancro degli pseudoscienziati servi del potere aveva fatto  perdere 20 anni e ritardato la messa al bando del killer di migliaia di lavoratori: la stessa storiella dei finti “scienziati indipendenti” che usano la loro tecnicità al servizio della morte si ripeteva, così come in passato per le radiazioni ionizzanti, e dopo per l’uranio impoverito, ed ora per le onde elettromagnetiche.

Ma finalmente nel 1990 il Parlamento riuscì ad intervenire a tutela dei più deboli e dei lavoratori.  Infatti, insieme a Medicina Democratica e all’Associazione Esposti Amianto (AEA), un deputato di Democrazia Proletaria partecipa alla presentazione, come prima firmataria, di una proposta di legge per la messa al bando dell’amianto, approvata poi nel 1992 (“Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”, Legge n. 257 del 27 marzo 1992).

Quel deputato era Bianca Guidetti Serra. Con il suo coraggio ha salvato migliaia di vite.

Io non sono nessuno, ma dico: grazie, Bianca.