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Berlusconi e lo sputtanamento

Silvio Berlusconi è indagato a Milano per due reati gravissimi: concussione dei vertici della questura ambrosiana e prostituzione minorile. La compatta cortina fumogena dei prossimi giorni non riuscirà a cancellare due semplici dati di fatto:

1. In nessuna democrazia del mondo il capo del governo resterebbe in carica un solo minuto dopo essere accusato di reati così gravi. Tantomeno un 74enne narciso palesemente ossessionato dalla compagnia di giovanissime ambiziose e un po’ sbandate.

2.Non c’è privacy che tenga di fronte ai reati. La casa e i suoi sottoscala non sono un sancta sanctorum dove tutto è lecito. Tantomeno per un premier che ha fatto della sua vita privata un fotoromanzo distribuito per posta a tutti gli italiani, ha chiesto il segreto di stato sulla sua villa in Sardegna e usa le sue numerose residenze italiane come succursali ufficiali di palazzo Chigi.