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Lo scienziato borderline

Beppe Starnazza inesistente. Ma bellissimo

Io considero “Bastogne” di Enrico Brizzi uno dei libri più belli e malsani dello scorso secolo. Un capolavoro di devianza rigogliosa che ho letto cento volte con divertimento assoluto e non decrescente.

Fra le tante perle nascoste nell’opera, nascosta già di per sé, ce n’è una che mi è tornata in mente ora, quando ho saputo del grande concerto che si terrà a Bologna il 16 aprile prossimo per augurare Buon Compleanno a Roberto Freak Antoni.

Oltre trenta voci della musica italiana saliranno sul palco dell’Estragon di Bologna per cantare le sue canzoni, con la musica suonata dagli Skiantos in persona e carnedossa, inclusi Finardi, Carboni, Ricky Portera, Lino e i Mistoterital, Powerillusi, e tanti altri giovani e giovanili.

Il Freak era anche Beppe Starnazza. Ed era anche uno scrittore immaginifico ed inventivo, ed anche un brillante monologhista.

Ebbene, in “Bastogne” Beppe Starnazza è personaggio laterale del racconto. I due protagonisti, i cugini Jerry ed Ermanno Claypool ascoltano – mentre partecipano ad una festa dove maturano la decisione della strage definitiva delle Palpebrabelle ed Occhi-blu – parlare sul palco il Beppe Starnazza, “propositivo opinionista nizzardo”. Che si avventura in un oscillante monologo sull’idea di aggiungere alle due Torri bolognesi una terza Torre in plexiglas gonfiabile. Chi scrive è Brizzi, ma non ho mai letto nulla di più Freakantoniano di questo scritto, che qui sotto vado ad estrapolarvi.

Credo che al Freak questo ansimante omaggio laterale per il suo sessantesimo birthday virtuale – il suo primo – avrebbe fatto piacere: qualcosa scritto da un altro, ma proprio come se fosse lui.

Va bene. Candidamente mi autocandido a declamare l’iimaginario pezzo, il 16 aprile a Bologna, in un intervallo mentre i musicisti cambiano gli strumenti e riposano e nessuno ascolta.


Da “Bastogne” di Enrico Brizzi (Baldini & Castoldi, 1996)

Poi, sul piccolo palco della festa sale Beppe Starnazza, vocalista degli Skiantos e propositivo opinionista nizzardo: «Questa è un’ideuzza così» dice, «un’ipotesi formulata qualche anno fa insieme a mademoiselle Casadio… una proposta per modificare e rendere ancora piu bella la nostra adorata città, la nostra piccola patria. Si tratterebbe semplicemente di aggiungere una terza torre alle due già note… Passo senza indugio alla lettura del documento: «Il progetto dovrebbe insinuarsi spiritosamente nella retorica delle immagini tipiche. Lo scopo è quello di provocare uno spiazzamento sensoriale, ottico soprattutto, quello di mettere seriamente in imbarazzo il passante, l’abitante della città e il suo distratto, scontato quasi, rapporto con la città stessa. Si tratterebbe di una modifica provvisoria degli scenari più suggestivi e anche più consumati. La torre potrebbe essere itinerante e quindi intervenire nottetempo anche nei paesaggi della periferia o spostarsi in altri contesti del centro cittadino…»

«In cima alla torre», continua Starnazza, «potrebbe esserci un faro che proietta un fascio di luce verso il cielo, un faro adattabile agli eventuali spostamenti della sommità della torre, cosicché se anche la torre si affloscia, la luce si mantiene sempre proiettata verso l’alto, come una contraddizione…»

«Dalla cima della torre», continua lo Starnazza, «a orari stabiliti, potrebbe scendere della schiuma, una specie di lava/bava, che scivola giù e si stende nella strada sottostante. Riprendendo il processo con una telecamera a distanza opportuna, magari il risultato del film potrebbe rivelarsi più animato dell’Empire di Andy Warhol. Note tecniche: l’altezza prevista è approssimativamente di sessantacinque metri, il giusto mezzo tra le due torri già esistenti. Forse di gomma serigrafata simil-mattone con merli e piccole fessure…»

“Oppure la terza torre potrebbe essere costruita in simil-acciaio con caratteristiche da mezzo spaziale tipo cartoons giapponesi», dice Starnazza nei microfono. «Gonfiabile, con la base da riempire o svuotare d’acqua. Sarà necessaria una verifica tecnica. Grandi cuscinetti a sfera e tiranti elastici dovrebbero consentirne lo spostamento.»

«Ci vorranno tonnellate di elio», scandisce pensoso Beppe Starnazza. E poi ci sono gli applausi incondizionati del pubblico…

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