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Anziparla

Barilla, se fa più notizia un gay di una donna

Guido Barilla, presidente della multinazionale alimentare Barillaintervistato da La zanzara di Radio24 ha parlato di donne e omosessuali nella pubblicità. La notizia che ha fatto notizia (con qualche rara eccezione) è però solamente la seconda questione. Le altrettanto gravi dichiarazioni sugli stereotipi femminili replicati da tv e spot (compresi quelli della sua azienda) sono state riprese con molta meno indignazione (o non riprese affatto).

La prima domanda che è stata rivolta a Barilla durante l’intervista riguardava le dichiarazioni della presidente della Camera Laura Boldrini al convegno su “Donne e media”. Lui ha risposto:

La pubblicità è una cosa molto seria e va discussa in genere da persone che ne capiscono di pubblicità. Laura Boldrini non capisce bene che ruolo svolge la donna nella pubblicità E’ madre, nonna, amante, cura la casa, cura le persone care, oppure fa altri gesti e altre attività che comunque ne nobilitano il ruolo. E’ una fondamentale persona per la pubblicità, non solo italiana. In tutti i Paesi del mondo la donna è estremamente usata.

Ho pensato che il Presidente della Camera che si abbassa a parlare di pubblicità quando peraltro non ha le competenze è abbastanza patetico. La comunicazione è una leva fondamentale per il commercio e ognuno la fa come meglio crede, nel rispetto delle regole. Ci sono i giurì che controllano la qualità dei comunicati, se qualcuno fa male viene ripreso e ampiamente multato.

La Boldrini dicendo quelle cose danneggia se stessa, non l’azienda, perché la gente reale quando va a comprare bada alla qualità dei prodotti, al costo, a soddisfare i bisogni. Tutto il resto sono frottole.

Le donne sono spesso associate ad altre categorie di persone: giovani, anziani, immigrati, omosessuali e così via. L’errore è elementare. Quella femminile è una differenza primaria, la differenza che si colloca prima di tutte le altre differenze: quando si viene al mondo, da una madre, o si è maschi o si è femmine. Mi hanno insegnato che per far comprendere e rendere immediatamente chiaro il sessismo o la discriminazione di certe affermazioni o posizioni basta sostituire alla parola “donna” quella di immigrato, omosessuale, ecc. Ben sapendo che si tratta solo di un trucco. Il fatto è che nell’intervista di Guido Barilla sono presenti entrambe le differenze. E che una è colpevolmente scomparsa al cospetto dell’altra. Nell’indignazione generale, forse anche a questo dovremmo dedicare una riflessione.

La medesima cancellazione è stata data per scontata da Guido Barilla che ha affermato «Se ai gay non piace la nostra pasta faranno a meno di mangiarla e ne mangeranno un’altra». Sarebbe bene si ponesse la questione riguardo le donne di cui parla e a cui si rivolge. Se avesse pensato alle conseguenze, lui che vanta di essere un esperto di comunicazione, forse sarebbe stato zitto. L’hastag è #boicottabarilla.

Twitter: @glsiviero

  • serena

    concordo su ogni parola dell’articolo