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FranciaEuropa

Banlieues: un processo accende la tensione

Comincia oggi il processo a dieci giovani di Villiers-le-Bel, che compaiono a piede libero di fronte al tribunale di Pontoise accusati di aver lanciato pietre contro dei poliziotti, caduti in un’imboscata, nella notte tra il 25 e il 26 novembre 2007. Rischiano fino a 7 anni di carcere. A fine novembre 2007, a Villiers-le-Bel, comune di 27mila abitanti nella lontana banlieue parigina, era scoppiata la rivolta in seguito alla morte di due ragazzini, Mohsin di 15 anni e Lakamy di 16, uccisi nello scontro tra la loro minimoto, dove viaggiavano senza casco e a velocità elevata e un’auto della polizia, che anch’essa correva senza rispettare i limiti di velocità urbani. La polizia è sul piede di guerra, perché teme che la violenza riprenda. La miccia potrebbe essere il funzionamento della giustizia: i dieci giovani sono processati, un anno e mezzo dopo i fatti, mentre  l’inchiesta sulle responsabilità dei poliziotti che erano nell’auto che ha ucciso i ragazzini  si trascina con estrema lentezza. Nel quartiere dove c’era stata la rivlolta gli edifici pubblici andati in fiamme, a cominciare dalla biblioteca, sono stati rimessi a nuovo. Ma la rivolta ha lasciato il segno tra gli abitanti. Gli scontri si erano conclusi con un centinaio di feriti, tre poliziotti erano stati colpiti con armi da fuoco. Inoltre, la polizia aveva inaugurato qui un metodo di inchiesta controverso: aveva pagato profumatamente (qualche migliaia di euro, pare) i testimoni disposti a denunciare chi aveva commesso violenze nelle notti della rivolta.

All’avvicinarsi del 14 luglio, festa nazionale che ogni anno è occasione di fiammate di violenze (come capodanno), la polizia teme nuove esplosioni nella banlieue. Ai Tarterêts, quartiere di Corbeil-Essonne (banlieue parigina) dei poliziotti sono stati presi di mira con armi da fuoco qualche giorno fa. Era la risposta a un controllo di identità finito male la vigilia, quando dei poliziotti, accerchiati da giovani aggressivi, hanno fatto ricorso a lacrimogeni, che sono finiti anche su una festa di quartiere, colpendo bambini e famiglie. L’auto della polizia dove viaggiava Il consigliere specaile dell’Eliseo, Henri Guaino (che è la “penna” dei discorsi più appassionati di Sarkozy) è stato presa a pietrate nel quartiere dei Bosquets di Montfermeil, nella notte del 30 giugno. Guaino era con il prefetto della Seine-Saint-Denis per toccare con mano lo stato delle banlieues.

Contro i giovani, da due giorni la polizia ha una nuova arma, la legge che punisce le “bande” organizzate, anche temporanee, prima che abbiano commesso un crimine preciso. Sarkozy ha scelto il pugno duro, mentre del famoso “piano Marshall” per le banlieue non c’è nessuna traccia e la ministra alle aree urbane, Fadela Amara (che viene dalla sinistra e dall’associazionismo) è praticalmente scomparsa dal davanti della scena governativa.

  • http://www.legrandsoir.info/spip.php?page=imprimer_article&id_article=8832 Djamel

    Un commando de la LDJ (Ligue de Défense Juive) saccage la Librairie
    Résistances à Paris. LDJ distruge una libreria, xke il giorno prima il scrittore Palestinese era stato invitato: deliquenza proteta dal Governo Sarkhozy!

    http://www.legrandsoir.info/spip.php?page=imprimer_article&id_article=8832

  • kinito

    @ Djamel
    Nel frattempo due lesbiche sono state costrette a lasciare la banlieue in quanto peccatrici dopo essere state aggredite violentemente dai giovani delle banlieues. Anche questa delinquenza protetta questa volta dalla giustizia che li ha rilasciati tutti.
    http://prochoix.org/cgi/blog/index.php/2009/07/09/2194-nouvelle-agression-de-lesbiennes-parce-que-lhomosexualite-est-un-peche

  • kinito

    Una precisazione, la ldj ha negato di aver partecipato al saccheggio della libreria, i giovani sono sotto fermo di polizia quindi la giustizia deciderà se si tratta della ldj. Invece i giovani della banlieues che hanno picchiato le lesbiche perché “peccatrici” sono usciti liberi ed hanno continuato ad inusltarle all’uscita.