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FranciaEuropa

Bambini deportati dalla Réunion, un risarcimento simbolico

Tra il ’63 e l’82, 1600 bambini sono stati deportati dall’isola della Réunion, dipartimento francese d’oltremare, verso delle zone rurali in Francia, in declino demografico, la Creuze in particolare. I bambini erano considerati “orfani”, erano dai in affido a famiglie di contadini, anche se  molti di loro avevano i genitori o erano allevati dai nonni. Alle famiglie della Réunion, una zona povera, veniva promesso un “bell’avvenire” per i bambini, ci sarebbe stata scuola e carriera all’orizzonte. L’idea era stata di Michel Debré, allora deputato della Réunion, che oltre a “risolvere” il problema dello spopolamento rurale in Francia aveva anche pensato di  tagliare in questo modo l’erba sotto i piedi allo sviluppo delle forze indipendentiste nella lontana isola. Molti di questi bambini hanno avuto una vita tragica: sradicati, vittime di razzismo, invece di andare a scuola erano usati come lavoratori in campagna.

50 anni dopo i fatti, l’Assemblea parlamentare ha concesso a queste persone un primo risarcimento simbolico. Con 125 voti a favore (su 139 votanti, cioè un’aula mezza vuota), è passata la proposta della deputata della Réunion Ericka Bareigt, che apre la strada a una conoscenza più approfondita di questo dramma (di cui molti in Francia hanno a malapena sentito parlare), dove lo stato riconosce le proprie responsabilità e che dà la possibilità alle vittime di ricostruire la propria storia personale (anche se non sarà facile: molti documenti sono andati perduti). Sono anni che dei bambini deportati allora, ormai diventati adulti, cercano di chiedere dei conti allo stato. Ma i Debré sono una famiglia politicamente potente del gollismo francese ed è stato fatto di tutto per evitare di ammettere la violenza dello stato contro una popolazione vulnerabile.