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Babbo letale, il tagliatore di testate

A Mirafiori accordo peggio di Pomigliano, perché l’opposizione degli operai metalmeccanici resti fuori dalla fabbrica dove hanno diritti (di acconsentire) solo i dipendenti che accettano le condizioni dell’azienda.

Legge Gelmini sull’università, approvata in senato, perché studenti e ricercatori vivano l’accesso allo studio e al lavoro come una realtà virtuale sovrapposta alla realtà sociale della precarietà perenne.

Tagli a editoria e cultura, perché informazione, immaginario, notizie e idee sono indigeribili anticorpi per chi teme il dissenso di un’opinione pubblica forte.

Non poteva esserci sintesi più efficace di questo precipitato vertiginoso per descrivere la democrazia a bassa intensità di un regime che non ne regge una pienamente costituzionale. È il cappotto di Natale regalato dal governo a chi in questo ultimo anno ha dissentito radicalmente dalle sue scelte: studenti, ricercatori, metalmeccanici della Fiom, giornalisti e cineasti indipendenti.

Per il manifesto è un colpo secco. Le forbici di Tremonti ci tagliano le gambe spingendoci sull’orlo del fallimento aziendale. Senza diritto soggettivo, senza certezza di bilancio noi (e decine di altri giornali), non possiamo affrontare la sfida di un rilancio. Un velenoso colpo di coda per cancellare la stampa libera. Cari lettori è difficile, ma non siamo soli.

Scarica la prima pagina in pdf: 20101224prima.