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losangelista

Avatar – Il Nuovo Mondo del Cinema

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Un bacio fra un uomo e un aliena sigla l’amore intergalattico e la speranza per il futuro di Pandora e dell’umanita’ e soprattutto sancisce in Avatar il defintivo arrivo del cinema post-umano. L’epica fantascientifica di James Cameron mantiene tutte le promesse  di quattro anni di lavorazione e del suo budget gigantesco. Il film e’ realizzato con la tecnica del “performance capture” e stabilisce un nuovo livello di ibridazione fra animazione e fotografia abbinandole senza soluzione di continuita’ grazie a tecnologia sviluppata ad hoc dalla societa’ del regista. Nella storia il pianeta vergine di Pandora e’ colonizzato dagli umani impegnati nell’estrazione di un minerale preziosissimo dal suo sottosuolo e all’eradicazione degli indigeni dalle sue foreste, i Na’vi esseri primitivi dalla pelle blu alti due metri, abitanti dei giganteschi alberi nativi. La storia coloniale dell’umanita’ insomma come ha affermato il regista, quella dello sfruttamento della terra altrui  che sia per i diamanti in Sudafrica, pelli di castoro nel Canada dell’800, del petrolio oggi in medioriente o l’oro sudamericano nel ‘500 ovvero le risorse che  “scatenano l’umana cupidigia a scapito delle popolazioni indigene”. Il riferimento in partcolare e’ la conquista delle Americhe e il genocidio degli indiani e nel film c’e’  Soldato Blu e Balla coi Lupi e il New World di Terrence Malick  ma nell’imperialismo intergalattico di Avatar c’e anche l’Amazzonia e l’Afghanistan (“Combatteremo il terrorismo col terrore!” eclama il colonnelo dei Marines che guida l’attacco agli indigeni).
Soprattutto c’e’ nello strabiliante mondo “immersivo” creato da Cameron anche grazie anche al 3D,  usato qui per la prima volta nella storia del cinema in modo giustificato, la dimostrazione di cosa sia capace il cinema tecnologico quando non si scorda di avere un’anima.