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ATTORI HOLLYWOOD: i moderati prendono il sindacato

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Il neo presidente del sindacato degli attori di Hollywood e’ Ken Howard, un apprezzato caratterista che la scorsa settimana ha vinto un emmy da non protaginista  nel TV movie Grey Gardens. Dopo una combattuta campagna, Howard e’ stato eletto col 47% della preferenze alla guida del SAG, lo Screen Actors Guild che rappresenta 120000 attori ed e’ stata protagonista di storiche vertenze sindacali con gli studios, compresa l’opposizione alla caccia alle streghe di McCarthy, prima di venire “tradita” dal proprio presidente di allora – e informatore dell’FBI – Ronald Reagan). Di recente gli scontri sono stati legati ai cambiamenti “strutturali” che interessano il settore e principalmente i compensi per il contenuto distribuito su piattaforme digitali e internet – un momento particolarmente delicato insomma per tutta l’industria anche alla luce dell’attuale crisi,  che avra’ durature ripercussioni negli anni a venire par gli attori e tutti gli operatori del settore. Dopo essere stati beffati sui diritti d’autore dei DVD (piattaforma all’epoca troppo sperimentale secondo i produttori per prevedere compensi) la leadership del sindacato guidata da Alan Rosemberg ha adottato la linea dura che l’anno scorso ha portato allo sciopero degli sceneggiatori e alla rottura col sindacato “gemello” AFTRA, fautore di una politica piu’ morbida nella contrattazione. L’elezione di Howard rappresenta ora anche nel SAG una sconfitta dell’ala militante di Ed Asner, Martin Sheen, Elliot Gould e Ed Harris e il passsaggio della linea moderata, appoggiata tra gli altri da Tom Hanks, George Clooney Sally Field e William Macy– piu’ disposti a conciliare con gli studios nel rinegoziato del contratto previsto per l’anno prossimo.