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La rete nel cappio

Attivisti inglesi accusano Facebook di censura

Facebook è un social network politicamente corretto. E’ questa la lieta novella che ha sempre nutrito le dicharazioni

del suo fondatore, Mark Elliott Zuckerberg, sulle regole che i gestori chiedevano di sottoscrivere a chi volesse aprire un proprio profilo. Si poteva parlare di tutto, ma non sarebbero mai stati tollerati atteggiamenti razzisti, sessisti o in favore di ideologie totalitarie. Infine, i gestori di Facebook sottolineavano che mai avrebbero violato la privacy, ma si sarebbero comportati ib base alle leggi vigenti nei diversi paesi. Tutto bene, dunque. Non proprio, Nel croso degli anni ci sono state ripetute denunce di gruppi in difesa dei diritti civili statunitensi contro Facebook per aver  venduto i dati dei singoli o di aver oscurato siti individuali o gruppi non sempre politicamente corretti come voleva la cosiddetta policy di Facbook. Accuse a cui il social network ha sempre respinto  facendo riferimento alle leggi statunitensi. Diversa la situazione europea, dove le varie leggi sulla privacy sono ben più rigorose di quella stunitense. Ma quello che ha scosso le acque è la denuncia che viene dall’Inghilterra. Secondo i responsabili del gruppo UK Uncut Facebook ha inspiegabilmente oscurato la pagina non solo del gruppo, ma anche di decine di “affiliati”. Per il responsabile è stata una scelta tutta politica, perché il gruppo e i singoli oscurati sono tutti attivisti che nei mesi scorsi hanno organizzato manifestazioni contro la politica di austerità del governo conservatore di David Cameron. Sta di fatto che da alcuni giorni la pagina non è raggiungibile. Facebook ha risposto facendo sempre riferimento alle sue regole interne, sostenendo che la pagina oscurata di Uk Uncut e di molti fan invitava alla violenza. In particolar modo, sostengono i responsabuli inglesi di Facebook, erano stata inviati messaggi relativi alle manifestazioni del primo maggio, dove si invava a colpire sedi politiche e negozi a Londra. Immediata la reazione della Open Rights Group, un gruppo in difesa dei diritti civile nella rete, che ha accusato Facebook di limitare fortemente la libertà di espressione nel social netwok.

  • http://uniroma.tv uniroma.tv

    Salve,

    siamo la redazione di Uniroma Tv, visti i contenuti del vostro blog, vi segnaliamo il servizio da noi realizzato sulla Conferenza realizzata al Palazzo Incontro intitolata “Venti di libertà: voci dal mediterraneo” in cui erano presenti i blogger che hanno rivoluzionato il mediterraneo

    Al seguente link il nostro servizio:
    http://www.uniroma.tv/?id=18895

    Buona giornata!
    A presto!