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Lo scienziato borderline

Attenti ai migranti: sono piccole bombe

Enrico Fermi, il Premio Nobel per la Fisica 1938, è stato probabilmente fra i più grandi scienziati che l’Italia abbia avuto. Quando ritirò il premio Nobel a Stoccolma nel dicembre di quell’anno, ebbe come premio dalla sua Italia il fatto di essere costretto ad emigrare negli Stati Uniti, dato che sua moglie Laura era di “razza ebrea”. Arrivò con moglie e figli al porto di New York nel gennaio 1939.

Enrico Fermi emigrante, Porto di New York, gennaio 1939

Enrico Fermi emigrante, Porto di New York, gennaio 1939

Nel marzo del 1939, professore alla Columbia University, tenne una conferenza a Washington davanti ad alcuni ufficiali superiori della Marina. Quando Fermi si presentò, senti di sfuggita l’impiegato della reception avvertire l’Ammiraglio del suo arrivo dicendo: “C’è uno WOP là fuori”. WOP è un nomignolo dispregiativo con il quale negli USA si indicano gli italiani. WOP = WithOut Papers, cioè “Senza Documenti”. Allora, molti immigrati italiani non avevano i documenti a posto.

Lo sguardo e gli occhi di Enrico erano quelli di un WOP, secondo quell’impiegato.

Enrico Fermi, WOP 1939

Enrico Fermi, WOP a New York, 1939

Altri WOP, “Sans Papiers”, “Senza Documenti” sono arrivati in questi giorni a Pozzallo, in Sicilia. Ed hanno sguardi e occhi – alla fine – molto simili a quelli di Enrico. I primi due li chiameremo  Lamit e Ahmed.

WOP a Pozzallo, 2014

Lamit e Ahmed, WOP a Pozzallo, 2014

Lamit e Ahmed sono bambini eritrei, e sono arrivati a Pozzallo la scorsa settimana, insieme ai loro genitori, in un trasporto di circa 170 migranti.

Insieme a loro è sbarcata Lama. Anche lei guarda il mare, come fecero nel gennaio 1939 i bimbi di Enrico Fermi.

Il mare di Pozzallo guardato da Lama

Il mare di Pozzallo guardato da Lama

Il confronto degli occhi di questi bambini con quelli di alcuni adulti italici, ad esempio elettori della Lega Nord, è assai confortante: c’è la speranza che il loro arrivo possa contribuire a migliorare, in futuro, il nostro Quoziente d’Intelligenza medio, purtroppo di recente in drastica diminuzione, specie in alcune zone d’Italia.

Seconda

Come chiunque si avventuri a parlar di migranti, desidero anche io proferire la parola “problema”. Vi è infatti un “problema”, per quanto riguarda gli arrivi di migranti: cioè i minori non accompagnati. I bimbi di cui abbiamo finora visto gli occhi – ripeto,  assai confortanti per noi italiani – sono giunti qui accompagnati dai genitori, come i bimbi di Enrico Fermi.

Ma ci sono molti ragazzi, in età comprese fra i 12 e i 17 anni, che arrivano da soli, privi di genitori o parenti fino al quarto grado, o con gli stessi deceduti durante il viaggio. Ad esempio, secondo Save the Children, sono arrivati 2370 minori non accompagnati via mare in Sicilia dal primo gennaio ad oggi: sono eritrei, somali, egiziani, e siriani. Essi rappresentano il 20% del totale degli arrivi, mentre nel 2013 i minori non accompagnati sono stati 8000.

Minori non accompagnati arrivati a Pozzallo, aprile 2014

Minori non accompagnati arrivati a Pozzallo, aprile 2014

Questi ragazzi rappresentano un’opportunità per l’Italia, ma sono se possibile ancora più fragili dei bambini, a causa del loro essere abbandonati a sé stessi. Terre des Hommes è una ong che, fra le altre attività, provvede alla loro assistenza psicologica; in questo momento, ad esempio, opera nel centro di accoglienza di Priolo Gargallo in Sicilia e nel recente passato a Lampedusa ed in altri luoghi caldi per il fenomeno dei migranti.

Squallore al Centro di prima accoglienza dei minori ad Augusta

 Centro di prima accoglienza dei minori ad Augusta

Ad Augusta, dall’inizio di ottobre 2013, sono arrivati 1700 minori non accompagnati.

Attenti ai migranti quindi. Soprattutto ai giovani migranti. E soprattutto a quelli non accompagnati.

Non perché essi rappresentino un pericolo, ma perché sono per l’Italia una grande opportunità. Io non sono in grado di predire quali fra gli occhi che vi ho mostrato siano quelli di un altro Enrico Fermi: ma sono sicuro che loro – questi ragazzi – sono per noi una grande ricchezza di intelletto, di umanità, di potenzialità, che non va sprecata.

Il programma televisivo “Terra!” di Toni Capuozzo si occuperà questa sera, 28 aprile 2014 su Retequattro verso mezzanotte, di questo “problema”. Li ringrazio per i dati ed il materiale fornitomi.