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Articolo 18, Napolitano gela la Fiom

La manifestazione di Roma non è nemmeno finita, anzi, il corteo sfila ancora per le strade della capitale che dal Quirinale arriva già un primo monito, autorevolissimo seppure indiretto, a quello che avverrà nei prossimi giorni.

«È necessario un atteggiamento aperto verso le modifiche», nel confronto sulla riforma del mercato del lavoro, pur «tenendo fermi i principi di rispetto dei diritti». «Insisto – avverte il presidente Giorgio Napolitano – sulla necessità di una visione aperta alle esigenze di rinnovamento».

Dal capo dello stato è quasi una doccia fredda sulla Fiom e le sue richieste. Soprattutto perché le parole di Napolitano cadono alla vigilia della ripresa del negoziato tra governo e parti sociali su lavoro e articolo 18.

Lunedì pomeriggio sesto round di trattativa. Monti ha ribadito che il governo farà in ogni caso la sua proposta entro marzo. Le parti sociali, invece, attendono ancora risposte sulla disponibilità reale delle risorse pubbliche per finanziare la riforma degli ammortizzatori sociali. Napolitano si premura di avvertire che «si sta entrando nel merito e non sono solo conversazioni», avvicinandosi a definire «i punti di caduta».

Parole chiare e meditate, visto anche che sono state precedute, ieri mattina, da un incontro informale tra lo stesso Napolitano e Mario Draghi. Il governatore della Bce è a casa sua, a Roma, per il fine settimana. E sicuramente ha informato Napolitano dell’andamento dello swap greco e delle prossime mosse dell’Eurotower sui mercati.

Ma nel colloquio – riferiscono le agenzie di stampa – si sarebbe toccato anche lo stato dell’arte relativo al programma del governo Monti, che ricalca gli interventi caldeggiati dalla Banca centrale europea nella famosa lettera della scorsa estate a Berlusconi inviata dall’allora presidente Jean-Claude Trichet e controfirmata da Draghi quando era a Bankitalia.

I temi caldi, agli occhi della Bce, oltre alla riforma del lavoro restano quelli delle liberalizzazioni. Lunedì insomma si comincia sotto questi auspici. Come se lo sciopero Fiom non ci fosse mai stato.

dal manifesto del 10 marzo 2012