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Nuvoletta rossa

Arthur Cravan: il romanzo avventuroso del romanzo grafico di Tinti e Cicarè

Buffo, quante avventure umane estreme di inizio Novecento siano terminate in Messico. Buffo, ma logico: è incontestabile che dopo la rivoluzione la terra dell’Aquila e del serpente si sia rivelata il laboratorio ideale per tante tendenze inedite, dal marxismo di Allen, Laborde e Campa; alla pittura surrealista di Frida Kahlo; alla fotografia di Tina Modotti; fino alla scrittura di Ambrose Bierce e John Reed. Nel calderone, non poteva mancare chi in Messico c’è rimasto. Il pensiero, ovviamente, corre a Lev Trotsky, debitamente picconato da Ramon Mercader in una innaturale alleanza fra stalinisti russi, compagni latinos e nazisti. Ma oltre la figura del politico di Janovka ballano altri fantasmi, apparentemente più sbiaditi, ma non per questo meno interessanti. Per esempio, quello di Fabian Avenarius Lloyd, meglio noto come Arthur Cravan. Agente provocatore e fuggiasco per vocazione, poeta per inclinazione, pugilatore per istinto e per denaro, nipote di Oscar Wilde per parte di padre.

Una tavola del romanzo grafico - © Tinti/Cicarè 2015

Una tavola del romanzo grafico – © Tinti/Cicarè 2015

Breve la vita felice del turbinoso e statuario Cravan, annegato forse sua sponte da qualche parte al largo di Salina Cruz, Oaxaca, nel 1918, appena trentunenne. Breve, ma intensa: agli annali restano un mancato duello con Guillaume Apollinaire, una rivista d’arte varia autoprodotta in cinque numeri e venduta agli angoli delle strade parigine, un incontro di boxe perso con il campione dei pesi massimi statunitense Jack Johnson. E poi, ovviamente, i viaggi. Parigi, la Spagna, e poi gli Usa, e poi come detto il Messico, terra ideale per perdersi senza lasciare traccia. Un personaggio più grande della vita, insomma, cui la narrativa popolare ultimamente si è ispirata senza risparmio. Un romanzo, Last Stop Salina Cruz. Un film, Cravan vs.Cravan. Non potevano mancare all’appello i comics. Il primo, coraggiosamente pubblicato nel 2005 per i tipi di Dark Horse Comics e appropriatamente sottotitolato il Mystery man del XX secolo, si risolveva sostanzialmente in una sorta di docu-fiction coraggiosa ma non troppo accurata, con tanto di happy end posticcio appiccicato a sputo da Mike Richardson e Ryan Geary su un Arthur Cravan à la Salinger immolatosi sull’altare della scrittura e autore de Il tesoro della Sierra Madre sotto pseudonimo. Ma accanto all’operina Made in Usa su Cravan, in questi anni ne ê venuta alla luce un’altra: quella firmata da Mauro Cicarè con lo sceneggiatore Gabriele Tinti. Per chi bazzica il fumetto d’autore dagli Anni 90 in poi, l’artista marchigiano è una vecchia conoscenza: al netto delle sue opere pittoriche, strip come Fuori di testa, Le forbici di Paolino o il Fellini sognato hanno fatto bella mostra di sé su alcune fra le più blasonate riviste antologiche del passato recente, da Il Grifo a Frigidaire. Senza dimenticare i nostri Alias e Gang Bang, per cui Cicarè ha creato e realizzato i fumetti del super-eroe migrante “L’angelo nero” su testi di Angelo ferracuti.

La locandina dell'iniziativa - © Tinti/Cicarè 2015

La locandina dell’iniziativa – © Tinti/Cicarè 2015

Io sono Arthur Cravan di Tinti e Cicarè è un atto di coraggio per almeno un paio di buoni motivi. Innanzitutto, uno stile volutamente disomogeneo che riporta ad avventure estreme come Zigo Stella di Maurizio Rosenzweig, con un’alternativa di tavole “classiche” nello stile e nell’impostazione, mezze tinte e “graffi” gestuali di impressionante efficacia. E accanto allo stile, la scelta coraggiosa di tentare la strada del crowdfunfing (daje) con una mostra che nasce per finanziare il libro-catalogo dedicato a questo magnum opus. “L’idea è stata dello sceneggiatore Gabriele Tinti e della galleria di Roma Rosso27. E la raccolta fondi non nasce per finanziare il fumetto, che in questo momento è al vaglio di un editore francese, ma il libro/catalogo delle opere esposte in mostra a partire da aprile”. Un’iniziativa in potenza, dedicata a un personaggio scomparso in attesa di un fumetto che ancora non è sugli scaffali: dadaismo aggiornato al nuovo millennio, dunque una tentazione imprescindibile. Per partecipare c’ê tempo fino al 20 marzo 2015: buon finanziamento sociale a tutti.