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FranciaEuropa

Arresto di Strauss-Kahn: un terremoto sulla presidenziale

Reazioni a catena, in Francia, in seguito all’arresto, a New York, del direttore dell’Fmi, Dominique Strauss-Kahn, candidato in pectore alle primarie socialiste e, stando ai sondaggi, favorito per la presidenziale che avrà luogo esattamente tra un anno. La Francia si è svegliata con la sorprendente notizia dell’arresto di DSK, con l’accusa di “atto sessuale criminale, tentativo di stupro e di sequestro”. La denuncia è di una cameriera dell’hôtel Sofitel di Time square, dove DSK aveva passato la notte, in attesa di prendere un aereo per Parigi. Nel pomeriggio di oggi avrebbe dovuto incontrare Angela Merkel a Berlino, per preparare la riunione di lunedi’, dove l’Eurogruppo deve discutere degli aiuti alla Grecia. La propensione di DSK per le donne è cosa nota. Strauss-Kahn ha la fama di seduttore e già aveva avuto dei problemi all’Fmi nel 2008, per una storia con un’economista ungherese. Ma l’inchiesta l’aveva assolto da ogni colpa, prima di tutto quella di “abuso di potere”, visto che l’economista era una sua sottoposta.

La moglie di DSK, Anne Sinclair, ha affermato di non credere “nemmeno un secondo” alle accuse. La notizia ha scosso il mondo politico. François Baroin, portavoce del governo, afferma che la Francia rispetta la “presunzione di innocenza”. Per Martine Aubry, segretaria del partito socialista,  è “un fulmine a ciel sereno”. Aubry si è detta “assolutamente stupefatta” dalla notizia. Per Ségolène Royal è “uno choc”. Per François Hollande, “una terribile notizia”. Il Ps insiste sulla prudenza e prende in considerazione l’idea di una “strumentalizzazione”, di una manovra costruita a tavolino. Questa ipotesi è condivisa anche dalla democristiana Christiane Boutin, che afferma che “è stata probabilmente una trappola”. Alcuni politici, a destra e all’estrema destra, si smarcano da queste reazioni prudenti. In particolare, per Marine Le Pen, DSK è “fuori corsa” per le presidenziali, accusato di “fatti estremamente gravi”. Il deputato Ump Bernard Debré, considera DSK un personaggio “poco raccomandabile”. Tutti si preoccupano dell’ “immagine della Francia nel mondo”, minata da questo avvenimento.

L’avvocato di DSK ha fatto sapere che il direttore dell’Fmi si dichiara “non colpevole”. Nel corso della giornata sono arrivate alcune precisazioni. Secondo la polizia di New York, DSK sarebbe fuggito in fretta dal Sofitel dopo i fatti, abbandonando sul posto degli effetti personali e un telefonino. Ma, stando alla contro-inchiesta realizzata dagli amici di DSK, il direttore dell’Fmi, che aveva pranzato con la figlia al Sofitel, avrebbe dimenticato uno dei sette telefonini che possiede  sul posto, e chiesto all’autista di andarlo a cercare, dopo averlo accompagnato all’aeroporto. Il posto sul volo Air France era prenotato in anticipo.

Il Fondo Monetario Internazionale ha reagito con uno stringato comunicato, affermando che il lavoro continua anche in assenza del direttore. Il potere passa al primo vice direttore generale, John Lipsky. Ormai, tutto dipenderà dall’evoluzione dell’inchiesta. Per l’Fmi la situazione è difficile, l’arresto del direttore arriva in un momento in cui l’organismo stava discutendo sugli aiuti alla Grecia. In Francia, si apre un vuoto. DSK non era ancora ufficialmente candidato alle primarie socialiste del prossimo autunno. Ma tutto diceva ormai che si sarebbe presentato. I sondaggi lo davano vincente alle presidenziali, il solo a sinistra in grado di battere con un ampio margine di certezza Nicolas Sarkozy.    Adesso, la battaglia si riapre nel Ps: François Hollande potrebbe sfidare Martine Aubry, finora reticente a concorrere, per la candidatura socialista. Secondo Jacques Attali, ex consigliere di Mitterrand, DSK è ormai fuori gioco per la presidenziale, in qualunque modo vada l’inchiesta. DSK, se venisse incriminato, rischia fino a 25 anni di carcere negli Usa.