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Rovesci d'Arte

Arco a Madrid, il teschio spopola

 

Il giornale spagnolo El Pais ci avverte che alla fiera dell’arte contemporanea Arco di Madrid (aperta fino a domenica) è successo di nuovo. La danse macabre ha preso il sopravvento e in molti stand – sono 218 le gallerie ospiti, provenienti da 25 paesi – è stato tutto un pullulare di teschi, scheletri e rappresentazioni decadenti di eros e thanatos che vanno a braccetto. Non è la prima volta che l’arte fa questo scherzo e torna al simbolismo della «vanitas» – già era accaduto in diverse edizioni della Biennale di Venezia, senza contare il teschio-star tempestato di diamanti di Hirst, sorvegliato speciale in ogni museo. Ma questa volta succede a una fiera-mercato, dove i collezionisti devono acquistare i loro pezzi da novanta. Quindi, significa che il senso di morte cavalca l’Europa e gran parte del pianeta che risulta essere ormai globalizzato, anche nelle sue angosce. C’è di tutto, compresi i corpi decrepiti. L’ottimismo è bandito, da Bilbao al Camerun: l’artista Barthélémy Toguo ha portato uno scheletro che, in un’intervista, ha definito essere «una specie di ritratto di un connazionale morto di fame». Sta in una bara, in plexiglass. Altri crani, invece, sono più in linea con gli umori barocchi e ogni tanto approdano a sprazzi di ironia. Qualcun altro è molto pop. Meno male. Aiuterà il collezionista a spendere quel milioncino di euro più a cuor leggero.